Il liceo Archita ha una casa ed è Palazzo degli Uffici

Il liceo Archita ha una casa ed è Palazzo degli Uffici

“Chiediamo alle Istituzioni anche il nostro coinvolgimento nelle scelte che da qui a poco andranno formulate. Il tutto con il sostegno delle associazioni, del mondo culturale e scolastico cui sottoponiamo, per la sottoscrizione, questo documento”.


Docenti e Consiglio d’Istituto dell’Archita hanno ragione. Il liceo, lo storico Classico che tra Ottocento e Novecento ha segnato, e segna ancora a dispetto della congiuntura logistica, il punto di eccellenza dell’offerta scolastica tarantina e pugliese, deve tornare a casa. Nessun libro, nessun banco, nessuna scrivania, aula o servizio annesso che sia  dovrà restarne fuori. E la casa è Palazzo degli Uffici.



I lavori di ripristino del cantiere fermo da anni  sono stati avviati. Seguiranno, come annunciato dal Comune di Taranto, il bando e cantiere della vera e propria riqualificazione che restituirà al Borgo, a Taranto, alla Puglia intera, uno dei palazzi più importanti che nel ‘700 fu orfanotrofio militare e dopo l’Unità d’Italia divenne progressivamente sede del ginnasio, del liceo, del tribunale…

L’Archita chiede ascolto sin da ora e spera di poter avere voce in capitolo prima che la redazione del progetto definitivo, con la conseguente assegnazione degli spazi, possa prevedere sciagurate soluzioni parziali.

Palazzo degli Uffici (foto la Ringhiera)


IL DOCUMENTO

Nella seduta del 29 aprile 2019 il Collegio dei Docenti del Liceo “Archita”, sotto la presidenza del Dirigente Scolastico Reggente, la Professoressa Angela Maria Santarcangelo, ed il Consiglio di Istituto, sotto la presidenza della Dott.ssa Valeria Basile, hanno discusso ed esaminato la questione relativa alla destinazione d’uso del Palazzo degli Uffici di Taranto, lo storico edificio nel quale l’“Archita” ebbe sede nel 1876, prima come Ginnasio comunale e nel 1889 come Regio Liceo-Ginnasio. Da quella
data, salvo brevi parentesi belliche, il Liceo è stato ospitato nel Palazzo degli Uffici, in
locali ottenuti dalla sopraelevazione del vecchio Orfanotrofio per i figli di militari
deceduti, istituito dai Borbone alla fine del ‘700. Questo storico edificio, dichiarato bene
culturale e sotto vincolo della Soprintendenza ai beni culturali, ha scandito il risveglio
dei tarantini nel campo dell’istruzione e della cultura, ospitando, nel corso della sua
secolare storia, autorità dello Stato, come l’attuale Presidente della Repubblica Sergio
Mattarella, e uomini e donne di chiara fama nazionale ed internazionale, come lo statista
Aldo Moro, che dell’“Archita” fu allievo.
La costruzione del Palazzo degli Uffici venne ultimata nel 1894, ma i lavori di rifinitura
di arredamento si protrassero ancora e l’inaugurazione ufficiale venne fatta solo il 28
giugno 1896. Tenne il discorso ufficiale il facente funzione di Sindaco Alessandro
Criscuolo. Con le Autorità e le varie rappresentanze erano presenti le scuole in festa,
prime fra tutte le scolaresche dell’“Archita”, alle quali ad un certo momento l’oratore in
special modo rivolse le sue alate parole:… Venga la nuova scuola: qui il fulgido
pensiero del vero, qui le alte e pure ispirazioni dell’arte! L’amore del bello, la fede nel
buono dia luce e fiamme, qui, al cuore ed al pensiero di una forte, austera e generosa
italica gioventù. Che da queste aule esca a portare nelle case e nella vita, nei pubblici
negozî, nel Foro, nella cattedra, sui campi delle battaglie, forza di braccio, di pensiero,
di coscienza … Fu opportuno il pensiero di voler congiunta la festa della giovinezza e
della scuola col giorno augurale di questo palazzo. L’una e l’altra attestano che la
patria risorge e si rinnovella …
L’oratore così terminava: Oh! Archita, filosofo, legislatore, elleno fra gli elleni, o padre
nostro sapiente, divinatore e buono, tu, oggi, ritorni in mezzo a noi. L’ombra sua torna,
ch’era dipartita”.
Pagine di storia indelebili che il Collegio dei Docenti e il Consiglio di Istituto del Liceo
“Archita” ripropongono all’attenzione delle Pubbliche Istituzioni e della collettività tutta
alla vigilia di scelte importanti che saranno decise in relazione alla destinazione d’uso
del Palazzo degli Uffici, al centro di imminenti lavori di ristrutturazione e di ritorno,
speriamo quanto prima, alla sua fruibilità.
Gli Organi Collegiali del Liceo “Archita”, che da alcuni anni “girovaga” per la Città e
che attualmente opera su due sedi, fa proprie le preoccupazioni espresse nei giorni scorsi
dall’Associazione Aldo Moro, ex studenti, ex docenti e docenti dell’Archita a proposito
dell’assenza di certezze circa il ritorno del Liceo nella sua storica sede, e tuttavia
confidano nella saggezza delle Pubbliche Amministrazioni, Comune e Provincia in
primis, perché sia data continuità alla storia di Taranto.
Anche il Collegio dei Docenti e il Consiglio di Istituto del Liceo “Archita” chiedono che
vengano tenute presenti le parole di Alessandro Leogrande, se la Città davvero, come è
nei voti dell’Amministrazione comunale, vuole ricordarlo e rendergli omaggio!
“Centoquaranta anni per un liceo sono tanti. In una città che ha cambiato radicalmente
il suo volto dopo l’Unità d’Italia, il Liceo Archita è stato un centro di cultura e di
stimolo, di incontro tra generazioni diverse, coevo a quella grande trasformazione: è
stato un punto fisso della geografia sociale e culturale di una parte della regione. Come
si è soliti dire, ha formato buona parte della classe dirigente cittadina e regionale, e chi
lasciando la città, si è impegnato altrove. Fin da quando ho varcato per la prima volta
l’ingresso del liceo su Piazza della Vittoria, davanti al Monumento dei caduti, e sono
salito per le ripide scale che portavano al secondo piano, ho avuto subito chiara la
percezione che l’Archita fosse per Taranto ciò che il D’Azeglio, il Parini, il Berchet, il
Tasso o il Mamiani erano o erano stati per altre città”.
L’assetto attuale del Liceo è costituito dalle due scuole superiori storiche della città: il
Liceo Ginnasio “Archita” e l’Istituto Magistrale “Livio Andronico”, la cui antica insegna
è visibile dall’ingresso di Corso Umberto I del Palazzo degli Uffici. Entrambe le scuole
sono state allocate in quel Palazzo sin dalla loro istituzione.
In considerazione di quanto detto, il Collegio dei Docenti e il Consiglio di Istituto
avanzano queste proposte: consentire il ritorno in un’area di quel Palazzo di tutto il Liceo, attualmente dislocato su due sedi, una delle quali si trova nel complesso delle suore Maria Immacolata che
comporta un costo oneroso per la comunità; salvaguardare quei beni che sono patrimonio del Liceo e che restano tracce importanti della sua presenza secolare in quel Palazzo (anche se per incuria e abbandono una buona parte di essi è andata perduta): biblioteca, strumentazione scientifica, collezioni
naturalistiche, colonne provenienti da scavi archeologici, busti marmorei e in gesso di
personaggi famosi; ricordare che il Liceo “Archita” è sempre stato un grande attrattore culturale,  che anzi la storia di questa scuola si è sempre intrecciata, nel corso dei suoi lunghi anni, con la
storia culturale della Città le cui tracce, in molti casi, sono state cancellate per mancanza
di sensibilità e di consapevolezza da parte delle Istituzioni e dei cittadini; ricordare che in quel Liceo sono transitati i nomi più famosi della cultura nazionale; considerare che il Liceo “Archita” è sempre stata una scuola aperta al territorio e capace di interagire con esso e con il suo variegato tessuto sociale e culturale; ricordare che il deperimento del borgo è iniziato da quando il Liceo “Archita” ha dovuto
lasciare la sua sede storica; considerare l’evidenza che la presenza di luoghi di formazione nei centri cittadini – in tutto il mondo – costituisce rilevante elemento di rivitalizzazione degli stessi (prova ne è
nella nostra Città la presenza del Polo Universitario Jonico). Certi di poter ottenere ascolto e riscontri, gli Organi Collegiali del Liceo “Archita” formulano voti perché la vicenda del Palazzo degli Uffici abbia una conclusione a lieto fine. Per amore dello storico Liceo, della Città di Taranto e della Cultura. E’ per questo
che chiediamo alle Istituzioni anche il nostro coinvolgimento nelle scelte che da qui a poco andranno formulate. Il tutto con il sostegno delle associazioni, del mondo culturale e scolastico cui sottoponiamo, per la sottoscrizione, questo documento”.


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