Salute
I promotori del SI: Affluenza incoraggiante, adesso Tempa Rossa diventa questione centrale
Reazioni e commenti dopo il voto referendario. Ecco le dichiarazioni dei promotori del referendum contro le trivelle a tempo determinato:
DOC 1 – Legamjonici: risultato incoraggiante per Taranto
“I tentativi di boicottaggio, il cono d’ombra mediatico, l’ignavia di alcuni e la disinformazione hanno avuto la meglio. In ogni caso 15 milioni di italiani sono andati a votare e 13 milioni hanno votato per abrogare la norma oggetto del quesito referendario. Un dato che il governo non può ignorare nonostante il mancato raggiungimento del quorum. Nella regione recentemente investita dall’inchiesta sul disastro ambientale prodotto da attività petrolifere, la Basilicata, si è raggiunto un risultato importante: il 50,17% dei lucani si è recato alle urne e 96% ha detto “sì, siamo stanchi del petrolio’.
A seguire la Puglia con il 41,6% di affluenza alle urne, di cui il 95% ha votato ‘sì’. Lecce il capoluogo con i dati più elevati (47,55%) seguita da Bari (42,23%) e Taranto (41,74%). Il dato di Taranto è significativo e incoraggiante. E’ stato evidentemente infranto un muro di omertà rispetto a un tema fondamentale: il futuro energetico del nostro Paese e la tutela delle nostre risorse naturali. Se si confronta questo dato con l’affluenza registrata nel 2011 al referendum su acqua pubblica e nucleare nella città di Taranto (49,9%), la cui campagna referendaria aveva goduto di un’adeguata tempistica di svolgimento, possiamo affermare che il dato di 42,5% è un ottimo risultato, soprattutto perché raggiunto nonostante il tempo limitato (meno di 2 mesi) a disposizione per informare. Un risultato, questo che acquisisce maggiore valore perché ottenuto in una città che, sopraffatta dall’emergenza sanitaria, ancora in atto, a causa dell’attività siderurgica, sembrava aver abbandonato ogni desiderio di riscatto. La questione petrolifera ‘Tempa Rossa’ a Taranto, grazie a questo risultato, diventa ora centrale, non più solo battaglia di chi si è speso in questi anni, spesso in solitudine, contribuendo in così breve tempo a sensibilizzare l’opinione pubblica locale.
DOC 2 – Legambiente: la base per una Taranto diversa
“Non ce l’abbiamo fatta a far prevalere la speranza sulla rassegnazione e sull’indifferenza, a convincere la maggioranza dei tarantini che un futuro rinnovabile è possibile già oggi. Ma i 66564 cittadini di Taranto che hanno votato Sì al referendum sono tanti: ci danno la forza percontinuare a batterci per il nostro mare, per rilanciare il nostro No al progetto Tempa Rossa e il nostro Sì alla bonifica del Mar Piccolo”. Questo il primo commento di Lunetta Franco, presidente di Legambiente Taranto, sull’esito a Taranto del referendum Stop Trivelle, che aggiunge: “Il tema della salvaguardia del mare ha mobilitato non solo i pescatori e la Taranto ambientalista; ha visto prendere posizione una serie di soggetti tra loro diversi e a volte lontani, dalla Confcommercio alla Fiom all’Agesci, ad alcune forze politiche e a singole personalità, dall’Arcivescovo al Sindaco della nostra città. Un dato importante, per niente scontato, che può costituire un tassello per costruire una più larga unità di intenti intorno all’idea di una città e di un suo sviluppo diversi da quelli che abbiamo conosciuto sinora”. Il quorum non è stato raggiunto, ma la proroga senza limiti delle concessioni per l’estrazione di gas e petrolio resta una norma in contrasto con le regole dell’Unione Europea sulla libera concorrenza e non sarà il mancato raggiungimento del quorum a fermare un cambiamento del modello energetico che sta già mettendo le fonti fossili ai margini, in favore di un altro scenario più pulito, basato sull’utilizzo di fonti rinnovabili, a partire dall’eolico e dal solare. I cambiamenti climatici in atto rendono sempre più il tema dello sviluppo sostenibile una questione centrale, trasversale agli schieramenti politici. Dovranno – prima o poi – prenderne atto anche i fautori dell’astensione e accelerare sulle scelte di tutela degli ecosistemi e sulle alternative già oggi competitive: autoproduzione da energie rinnovabili, biometano, efficienza energetica La straordinaria mobilitazione dal basso organizzata in poche settimane, malgrado disinformazione ed inviti all’astensione, dimostra comunque una crescente attenzione ai temi della tutela ambientale e della lotta ai cambiamenti climatici. Sempre più, però, le scelte sulle grandi questioni si intrecciano con la necessità di conoscere dati tecnici e opzioni reali in campo, confermandoci nella scelta di un ambientalismo scientifico che abbia tra i suoi compiti quello di accrescere l’informazione consapevole tra i cittadini.