Sul Pezzo
I 70 anni di mons. Santoro: Non rincorriamo consensi e illusioni
La famiglia, la giovinezza, la formazione in seminario, le favelas di Rio de Janeiro, l’arrivo a Taranto nel segno di San Cataldo. Mons. Filippo Santoro si è raccontato a cuore aperto ieri in Cattedrale in occasione del suo 70esimo compleanno. Un’omelia che toccato argomenti diversi, tra ricordi personali, richiami all’attualità e messaggi di pace, speranza, fratellanza. Eccone alcuni passaggi.
“Carissimi fratelli e sorelle, […] più gli anni avanzano e più diventa nitido il percorso della vita che ha alcune pietre miliari di fondamentale importanza. Nella mia casa ho imparato come tanti, la dignità del lavoro, il valore del sacrificio e la robustezza della fede quest’ultima che passava dalla sicurezza con cui mio padre mi educava alla legalità alla tenerezza con cui mia mamma mi ha insegnato fin da piccolo ad affidarmi alla Vergine e a san Filippo, trasmettendomi il confidare nella protezione del cielo con fiducia piena. Dobbiamo benedire il dono della famiglia”.
[…] “Sia che si tratti delle favelas di Rio o delle spiagge di Copacabana o nella complessa situazione tarantina proporre non appena dei riti, ma un’amicizia in cui il Mistero, il Destino si rivela, come fonte di giustizia, di dignità e quindi come difesa della vita, della salute, del lavoro. Perciò alimentiamo la passione al cambiamento come venendo su questi lidi ha fatto San Cataldo. Non ci sostituiamo ad altre istituzioni, ma indichiamo e richiamiamo il valore di ogni singola persona che non può essere venduta al profitto di un ingiusto sistema economico, o all’illusione dello sballo, dell’azzardo, dell’egoismo che respinge, della violenza e dell’illegalità. Vediamo positivamente l’imminente apertura del presidio dei Carabinieri in Città vecchia. È bello non solo vivere ma anche invitare i fratelli ad appassionarsi ad un cammino positivo. Oggi è il giorno degli auguri verso la mia persona, ma io vorrei rigirare soprattutto ai giovani l’augurio del lasciarsi ferire dalla goccia del Vangelo perché si impianti e cresca in ciascuno la perla preziosa”.
[…] “Sono nato pochi anni dopo la fine la Seconda Guerra Mondiale, ho visto nella mia infanzia il lento ma vigoroso rialzarsi di un popolo, sono poi entrato in seminario e sono diventato prete nel pieno della stagione del Concilio Vaticano II, mi sono lasciato provocare al discernimento nel vento dei grandi cambiamenti, e poi , grazie ad incontri provvidenziali ho incontrato persone ed amici che hanno donato sapore a tutto quello che il Signore man mano mi stava donando, ho vissuto l’esperienza che tutti possiamo fare ovvero quella di incrociare la presenza del Mistero tra noi. Come dice il mio stemma “Verbum caro factum”, il Verbo diventato visibile e amico e che ci rende amici”.
[…] “Oggi, qui, in questa diocesi così antica e prestigiosa, sulla cattedra di questo grande pastore San Cataldo sono ad esortarvi perché la nostra comunità non sia mai spettatrice del mondo che chiede da noi continuamente luce e sale. Dobbiamo sporcarci le mani ed essere in mezzo al Popolo di Dio. Certo viviamo tempi di disorientamento, di povertà umana ed intellettuale, dove si sprecano giudizi, ci si rincorre sui fili delle dichiarazioni cercando di fabbricare consensi, ma l’esperienza più arricchente della vita rimane quella di andare aldilà delle parole, di vincere ogni barriera lanciando ponti di prossimità, di amicizia, di presenze autentiche, di amicizia perché Cristo attraverso di noi vuole rendere possibile il suo abbraccio ad ogni uomo”.
[…] “Dopo il Centro notturno San Cataldo Vescovo, l’opera a cui più tengo è il recupero per il nostro popolo del Santuario della Madonna della Salute, tanto caro ai tarantini e nodo strategico in forza del suo stesso nome per il bene la vita e per la crescita di tutto il nostro territorio. Il segreto è accogliere pieni di gioia il tesoro nascosto nel campo e utilizzare la perla preziosa per il bene di tutti, farla diventare, preghiera, amicizia e passione sociale. Così gli anni che passano non sono un lamento o un rimpianto, ma il compiersi misterioso di una promessa che comincia a realizzarsi come già è accaduto nella nostra storia dall’antica Grecia, a San Cataldo, a varie altre epoche, e, se siamo attenti e operativi può accadere nel nostro tempo, in questo inizio di nuovo millennio.
Grazie a tutti per l’affetto e per gli auguri e il Signore vi benedica”.