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Grasso: Ilva non deve spegnersi!

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Media età piuttosto alta. Le adunate giovanili della sinistra hanno raggiunto in cantina i ricordi accumulati negli ultimi trent’anni. Al Delfino di Taranto, poco fa, la sensazione di essere tra gente coerente, combattente e reduce dalla propria storia era netta (video). Altrettanto netta, però, anche la condizione di nicchia minoritaria che questa ennesima scissione ha prodotto nella sinistra più sfilacciata e controversa d’Europa.

Un drappello di Legambiente in ascolto, in platea, militanti storici della sinistra del versante orientale della provincia, un ex assessore (Baio) un ex consigliere comunale (D’Eri) e un ex consigliere comunale ed ex assessore (Cotugno) tra gli altri che abbiamo incrociato nella sala Europa, seminterrato classico delle campagne elettorali tarantine.

Sala piena, voglia di urlare “presente”, a metà tra l’orgoglio di sentirsi a proprio agio, nella casa di sempre, e la rivalsa verso il Pd dal quale più di qualcuno, là in quella folla, si è sentito tradito, messo da parte o accompagnato alla porta.

Piedro Grasso non è uomo di carisma politico. Non ha studiato per scaldare le piazze, piuttosto ha vissuto un’esistenza piegato sulle carte del Diritto e negli ultimi cinque anni, in particolar modo, ha aperto i faldoni della prassi Costituzionale e vi si è barcamenato senza allestire parabole che finiscono per consegnarti allstoria.

Sinistra Italiana, per lo più, oggi gli ha garantito a Taranto una platea considerevole (specie di questi tempi): è parso di stare come cinque anni fa nella stessa sala con Ingroia, al netto dei Verdi che a questo giro hanno scelto il fronte Pd.

Quanto a Taranto e alle sue note sciagure, il presidente del Senato non ha fatto mistero di un principio che a sinistra puntellano appena possono: Ilva non può chiudere, “non deve spegnersi” ha detto Grasso che ha richiamato l’utopia dello sviluppo integrato. Chissà se un giorno capiremo davvero cosa vorrà dire. Sviluppo integrato, prendete nota.