Salute
Gli ambientalisti: anche noi al “Tavolo per Taranto”
La situazione ambientale a Taranto continua ad essere grave. Genitori Tarantini, PeaceLink, Verità per Taranto, Wwf Taranto hanno lanciato la petizione #EspostoIlvaEni2017 sottoscritta da oltre 1500 cittadini. Il documento evidenzia una serie di criticità con dati e immagini molto eloquenti. Questa mattina gli ecologisti hanno tenuto una conferenza stampa a Palazzo di città alla quale l’assessore comunale all’Ambiente Rocco De Franchi ha portato il suo saluto.
“Poniamo all’attenzione del Procuratore Capo, Carlo Maria Capristo – recita l’esposto – questo dossier e chiediamo che la Procura della Repubblica di Taranto disponga gli opportuni accertamenti in merito a quanto esposto in narrativa e nella documentazione digitale allegata al fine di valutare gli eventuali profili di illecito penale, di individuare i responsabili e procedere nei loro confronti perché riteniamo che tali avvenimenti possano rappresentare un serio rischio per la salute degli operai e dei cittadini di Taranto in particolar modo per coloro che abitano nei quartieri limitrofi alla zona industriale”.
Durante la conferenza stampa i rappresentati delle associazioni, hanno chiesto anche l’abolizione dell’immunità penale concessa ad Ilva nel 2015 e prorogata fino al 2023 con il Dpcm impugnato da Comune e Regione. Ecco il materiale informativo prodotto dalle associazioni e consegnato ai giornalisti.
Perchè il Dpcm impugnato garantisce l’immunità penale – Il decreto legge n.1 del 5/1/2015 art.2, comma 6 stabilisce l’immunità penale con queste parole che si riferiscono al piano ambientale definito nel DPCM del 14/3/2104: “Le condotte poste in essere in attuazione del Piano (…) non possono dare luogo a responsabilità penale o amministrativa del commissario straordinario e dei soggetti da questo funzionalmente delegati”. Con l’art.1 comma 4 lettera b del decreto legge n. 98 del 9/6/2016 l’esenzione dalla responsabilità penale o amministrativa è estesa all’affittuario o all’acquirente. Con il DPCM impugnato di fronte al TAR da Comune e Regione l’immunità è estesa fino al 2023 in quanto entra in vigore un nuovo cronoprogramma fissato nel DPCM stesso.
La posizione dopo la visita lampo del ministro Calenda a Taranto – Alla luce della Conferenza Stampa del Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci e del Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano occorre comunicare la nostra posizione.
Al Comune e alla Regione chiediamo che non si ceda di un millimetro sul diritto alla legalità. Ritirare il ricorso al TAR significherebbe rinunciare ad una verifica di legalità sull’operato del governo che con un decreto ritiene di spostare al 2023 adempimenti importantissimi per la messa a norma degli impianti. Abbiamo letto sulla nuova autorizzazione AIA che persino i certificati di prevenzione incendi degli impianti più pericolosi verrebbero differiti al 2023 quando dovrebbero essere già pronti. Non si può far vivere i lavoratori e l’intera città nel pericolo.
Noi sosteniamo e sosterremo l’azione del Comune e della Regione se la Regione e il Comune si impegneranno sul ripristino della vera legalità compromessa da questo DPCM che consente di estendere l’immunità penale ai nuovi padroni dell’ILVA fino al 2023. La questione dell’immunità penale per l’ILVA rappresenta oggi il vero baricentro di tutta la questione sul tappeto in questo momento. La questione dell’immunità è ignorata ma esiste. E noi non vogliamo che a Taranto venga consentita quella che consideriamo una potenziale “licenza d’uccidere” garantita per legge. Ed è per questo che vogliamo a Taranto un Osservatorio mortalità in tempo reale per verificare ufficialmente in modo istantaneo se i decessi a Taranto sono tornati nella normalità o se permangono più elevati rispetto all’atteso.
Questo lo chiediamo per mettere sotto osservazione in particolare i Wind Days. Invitiamo tutte le associazioni interessate a sostenere questo movimento di cittadinanza attiva. E chiediamo al Comune e alla Regione di farne parte assieme a noi. Noi riteniamo importante che con Comune e Regione venga condiviso un percorso a tutela dei cittadini che porti ad un nuovo piano regionale qualità dell’aria per Taranto che parta proprio dalla questione Wind Days e che si riverberi sull’AIA in termini di prescrizioni.
La sintesi dei punti imprescindibili – L’immunità penale per l’ILVA deve essere abolita. Il Tavolo per Taranto si deve fare a Taranto e non a Roma. Al Tavolo per Taranto devono poter partecipare le associazioni. Il Tavolo per Taranto deve avere una trascrizione di quanto si dice, rendendo trasparenti le posizioni, come avviene nelle sedute del Parlamento, dei consigli
comunali. Il Tavolo per Taranto deve rispettare la Convenzione di Aarhus (ratificata con legge 108/2001) sulla partecipazione dei cittadini ai processi decisionali.
Perché siamo legittimati a partecipare al Tavolo per Taranto – La tutela degli interessi collettivi non è prerogativa solo delle associazioni sindacali se tali interessi collettivi riguardano l’intera comunità e sono estesi alla tutela della salute e
dell’ambiente, come è il caso del Tavolo per Taranto. Vi è giurisprudenza sufficiente per sostenere la nostra partecipazione ad un processo di confronto comunitario (come il Tavolo per Taranto) che riguarda interessi collettivi per la cui tutela ci siamo costituiti in associazione. Va chiarito che per interessi collettivi si intendono gli interessi di cui sono portatori “enti esponenziali” della collettività (ossia enti collettivi) che nel loro statuto e nella loro azione continuativa e concreta perseguono interessi sociali ben individuabili, specie se attengono a beni comuni giuridicamente tutelati. Vi sono a Taranto enti che si sono costituiti parte civile nel processo Ilva e che hanno tutte le prerogative per non essere esclusi al Tavolo per Taranto.