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Giustizia per Taranto, la città torna a manifestare prima che il voto la travolga

Pubblicato | da Angelo Di Leo

C’è un gruppo promotore, c’è una ragione di fondo condivisa, ci sono gruppi che aderiscono e gruppi che stanno valutando di farlo. Ci sono gli appassionati, gli entusiasti, gli scettici, gli illusi e i disillusi. Nessuno però è rassegnato. Ed è già cosa buona.
Giustizia per Taranto è il nome di una giornata di mobilitazione che spunta dal basso. Valentina Occhinegro, Maria Grazia Serra, Francesco Caroli e Massimo Ruggieri lo dicono e lo ripetono sino allo sfinimento: siamo liberi cittadini, ognuno con le proprie specificità professionali e sociali, auspichiamo la partecipazione di chiunque abbia a cuore la salute dei tarantini. Sfileremo per le strade del Borgo per dire che Taranto c’è, che dopo tre anni si torna a manifestare e che non siamo stanchi di farlo. Apriamo a chiunque intenda sottoscrivere la piattaforma rivendicativa di Giustizia per Taranto. Non ci saranno bandiere e simboli politici. Ai politici diciamo.. venite: saremo noi a strumentalizzarvi. Siamo tutti cittadini che condividono lo stesso dramma ambientale”.
Il corteo muoverà sabato prossimo (al mattino del 25 febbraio) da piazza Marconi, di fronte all’ospedale Ss. Annunziata, e si snoderà lungo via Crispi e l’asse Umbertino sino a raggiungere piazza della Vittoria. Idealmente, i manifestanti punteranno gli slogan verso via Marche, diritto sull’aula del processo Ambiente Svenduto il cui destino sta incrociando un altro processo, quello di Milano, che vede imputati anche là alcuni dei Riva. A spaventare è chiaramente l’ipotesi in campo del patteggiamento, l’allontanarsi lento e costante delle forme risarcitorie, l’idea di fondo che nulla cambi nonostante possa sembrare possibile, che i soldi del forziere dei Riva alla fine giungano nelle casse di chi acquisterà le acciaierie, con i tarantini cornuti, avvelenati e mazziati.
giustizia per taranto
Giustizia per Taranto ha il pregio innegabile, e opportuno e condivisibile, di tenere alta la guardia riaccendendo i fari sul dramma di Taranto. La speranza è che la voglia di Giustizia, necessità che fa i conti con le procedure e le pastoie tecniche vigenti, non soppianti nell’immaginario tarantino l’esigenza di guardare oltre (i processi si occupano del passato) e progettare al di là della pur legittima istanza di verità su quanto avvenuto nel rapporto tra la principale fonte inquinante e gli inquinati di questa benedetta terra che qualcuno un giorno ha voluto maledire.
Non è ancora chiaro se si tratti di una nuova marea.. ma è certo che di una ripresa trasversale di coscienza e di una sua riaffermazione fisica, oltre i social e il web, si avvertiva il bisogno mentre il Governo decreta e la giustizia rallenta. Che sia un nuovo inizio, però. Anche se l’imminente campagna elettorale non potrà agevolare quel processo di ricompattamento del movimento culturale e sociale anti-veleni, che invece sarebbe auspicabile.

il video della conferenza
https://www.facebook.com/laringhiera.press/videos/1881784118699702/