Sul Pezzo
Gas radon e wind day, giorni da incubo nelle scuole di Tamburi
In alcune scuole del rione Tamburi si vive una doppia emergenza. Otto classi sono state chiuse a seguito di valori di gas radon oltre la norma. A questa condizione (in seguito alla quale alcuni genitori hanno deciso di non mandare i figli a scuola), si aggiunge la previsione di wind days diffusa da Arpa Puglia per i giorni 24, 25, 26, 27 settembre 2018.
Studenti, genitori e docenti del rione Tamburi di Taranto, vivono un drammatico paradosso. Una prima misura per abbattere la concentrazione di gas radon è, infatti, quella di far arieggiare i locali, aprendo le finestre. Ma le raccomandazione sanitarie durante i wind days prevedono l’esatto contrario: chiudere vetri e tapparelle per difendersi dalle polveri dell’Ilva. “Le finestre delle scuole del quartiere Tamburi di Taranto oggi vanno tenute aperte per il gas radon, o chiuse per i Wind Days?” chiedono i componenti di “Tamburi combattenti” sulla loro pagina Facebook.
“Siamo costretti a ragionare – scrivono – su argomenti oltre il limite dell’assurdo, dilemmi che rendono forse unici gli abitanti di questi luoghi: le finestre delle scuole Vico, De Carolis e Deledda oggi vanno tenute aperte o chiuse? Per i piccoli alunni, i loro genitori, devono preferire il diritto alla salute o quello allo studio? Non sceglieremo mai tra il diritto alla salute e quello allo studio, devono essere garantiti entrambi, sempre. Siamo stati etichettati come allarmisti, strumentalizzatori e strumentalizzati e persino terroristi, mentre chiediamo cose ovvie per una città normale: trasparenza, informazione e prevenzione”.
Proprio dal Comune di Taranto arriva una prima risposta sulla vicenda del gas radon, non senza qualche stoccata polemica. “Si susseguono ancora – scrive l’Amministrazione Melucci – dichiarazioni allarmistiche da parte di soggetti che forse, dimentichi della deontologia professionale, rischiano di assumere posizioni politiche, più che di vera tutela degli interessi dei cittadini. Sulla questione del radon nelle scuole questa Amministrazione, in maniera molto trasparente, ha già coinvolto le Istituzioni ed i tecnici preposti, oltre ad aver avviato degli interventi che entro i termini della normativa vigente dovrebbero risolvere il problema. Entro la giornata odierna, di concerto con la struttura del Commissario Straordinario alle bonifiche, verrà rimesso ad Asl e Arpa il piano specifico, fatte salve le integrazioni che detti Enti vorranno richiedere”.
Per domani è anche previsto “un incontro con il Provveditore agli Studi per valutare come ottimizzare i responsi alle segnalazioni dei Dirigenti scolastici e, in estrema ratio, disporre un trasferimento temporaneo degli studenti. La pressione pressoché quotidiana di uno sparuto gruppo di persone – continua il Comune – che vorrebbe denunciare a vario titolo gli Amministratori non influenza naturalmente la nostra volontà di garantire la massima sicurezza ai nostri giovani e alle loro famiglie, nel rispetto della legge in materia. Ciò non di meno, di fronte alla disinformazione, alla strumentalizzazione ed alle ipotesi di procurato allarme, ora ci aspettiamo dagli Enti preposti e persino dall’Ordine dei Medici prese di posizione pubbliche, univoche e definitive. Per altro, in coerenza con il verbale redatto in occasione della riunione tenutasi a Palazzo di Città prima dell’inizio dell’anno scolastico. L’Amministrazione comunale è a disposizione su basi di verità e scienza per una rapida soluzione della questione, non abbiamo alcun motivo per procedere in una direzione piuttosto che in un’altra, purché gli autorevoli interlocutori istituzionali ci forniscano elementi oggettivi e ci sia la massima condivisione e la precisa rappresentazione alla comunità della problematica”.
Per “Tamburi combattenti” si tratta del “penoso risultato di tentativi improvvisati e poco lungimiranti sulla pelle dei più deboli. Lo dimostrano le aule dei vari plessi scolastici che risultano praticamente deserte. La maggior parte dei genitori ha dovuto preferire la salute dei propri figli vedendo negato il diritto allo studio. Ancora una volta vediamo limitate la nostre vite ed i nostri diritti essenziali. Le tante richieste di trasferimento definitivo di alunni del quartiere verso altre scuole, sono un’amara sconfitta per questa società”. (L’immagine a corredo di questo articolo è tratta dalla pagina Facebook Tamburi combattenti)