Pubblicato alle ore 13:45

Funambole al “Tarentum”, produzione indipendente che racconta la storia di tre ragazze

Funambole al “Tarentum”, produzione indipendente che racconta la storia di tre ragazze

Cosa vuol dire essere donna? Cosa comporta nascere donna nella società di oggi? Dal desiderio di parlare, senza veli, dell’esperienza della conoscenza di sé è nato “Funambole”, spettacolo teatrale che racconta la storia di tre ragazze alla scoperta del femminile e dell’essere donne.


Ideato da un team di cinque professioniste, e reso possibile grazie a una attività di crowdfunding su produzionidalbasso.com, “Funanbole” andrà in scena domenica 15 maggio, ore 21.00, all’Auditorium Tarentum (Via Regina Elena, 122, Taranto), dopo aver fatto tappa in altre città italiane, come Sondrio, Bergamo, Verona.



“L’opera drammaturgica – spiega una nota stampa – prende vita in una calda notte d’estate dalle menti di Virginia Cimmino, Claudia Perossini e Irene Papotti (attrici, curatrici della drammaturgia e della regia collettiva di Funambole) quale sviluppo di un lavoro iniziato durante il loro ultimo anno all’accademia d’arte drammatica “Galante Garrone” di Bologna.

Tra i banchi di scuola Aurora (Virginia Cimmino), Rita (Claudia Perossini), e Giovanna (Irene Papotti) firmano un accordo. Tra 15 anni si troveranno nel luogo dove sono cresciute per raccontarsi le esperienze che le hanno portate ad essere chi sono oggi: donne coraggiose in equilibrio su una sinusoide, che rappresenta l’instabilità e l’incertezza della vita delle giovani e dei giovani d’oggi. L’obiettivo dello spettacolo è raccontare esperienze condivisibili da gran parte del pubblico femminile, generando la frase è successo anche a me e di presentare stati d’animo e difficoltà a quella parte di pubblico non toccato direttamente dalle questioni affrontate”.

“Vogliamo parlare di argomenti a volte ancora tabù o legati a modi di pensare stereotipati della categoria del femminile – spiega Virginia Cimminmo, attrice e drammaturga tarantina – quando nasciamo ci viene assegnato uno spazio delimitato dalla dimensione familiare e culturale di ciascuno, durante l’adolescenza ci rendiamo conto che siamo il prodotto di questi due spazi”. La volontà è quindi quella di “creare un nuovo spazio di condivisione e confronto insieme al pubblico, fatto di donne e uomini”.


Grazie alla direzione artistica di Giulia Argenziano e Beatrice Sancinelli, “Funambole” si trasforma in una vera e propria performance artistica dove attrici, colori, luci e suoni diventano una cosa sola. “Questo è uno spettacolo delicato e leggero come il lenzuolo trasparente che posi sui mobili durante un trasloco – spiega Beatrice Sancinelli – La storia si sviluppa in un’atmosfera di leggerezza, tipica dei momenti in cui si racconta un ricordo, lontano nel tempo, ma ancora presente come cicatrice”.

La memoria delle tre protagoniste vive in un “luogo-non luogo” minimale, fatto da cubi bianchi di legno mossi in scena dalle attrici, le uniche fonti di colore sul palco. Proprio come accade nella vita di ciascuno, in cui rapporti, emozioni e persone mutano perennemente, così la scenografia, fatta di grandi cubi bianchi, si muove in continuazione durante tutto lo spettacolo. “Il cubo è una forma apparentemente fredda, ma allo stesso tempo antropomorfa – spiega Giulia Argenziano – perché direttamente correlata a numerosi oggetti e luoghi del quotidiano, come la scatola, il letto, i banchi di scuola”.

Nelle ultime fasi di progettazione, alla squadra creativa si sono aggiunti Francesco Bosio (tecnico audio/luci) e Nicola Buttafuoco (produttore musicale e chitarrista dei Pinguini Tattici Nucleari) che ha composto le musiche. Funambole, presentato dalla compagnia Matrice Teatro, è stato realizzato attraverso un’attività di raccolta fondi su Produzioni dal Basso – prima piattaforma italiana di crowdfunding e social innovation – che si concluderà l’8 marzo 2022. (CREDITS: la foto a corredo di questo articolo è fornita dall’ufficio stampa della produzione teatrale)

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