Piani Alti
Fronte dell’Ilva, M5S si mostra compatto e rilancia su chiusura e riconversione
No al balletto istituzionale. Cinque Stelle si tira fuori, serra i ranghi e rilancia la piattaforma che, al netto delle sfumature, si riassume nella ipotesi di chisura dell’Ilva e della riconversione territoriale, lavorativa e culturale del modello di sviluppo produttivo ionico.
I numeri Battista rendono “praticabile” il percorso. L’operaio Ilva, da un anno consigliere comunale M5S, non ha dubbi: “Non c’è un lavoratore che vada ogni giorno all’Ilva contento di farlo. Qualcuno mi smentisca. Nell’ultimo anno già in 416 hanno lasciato lo stabilimento. Andate dagli operai e proponete un’alternativa valida di lavoro, soprattutto un’alternativa pulita: tutti vi diranno di Si. I lavoratori sono per la riconversione”.
Nella sede del meet up di via Dante c’è anche il consigliere Nevoli, ci sono tutti i parlamentari neoeletti alla Camera (De Giorgi, Vianello, Ermellino) e al Senato (Cassese e Turco), c’è l’europarlamentare Rosa D’Amato, ci sono due nuove parlamentari salentine elette in Salento. Al consigliere regionale Galante si aggiungerà, verso la fine della conferenza, anche Antonella Laricchia, l’ex candidata alla presidenza della Regione e oggi capofila del gruppo barese. Tutti d’accordo sulla prospettiva e, in premessa, sull’idea di respingere gli inviti incrociati giunti per oggi da Emiliano, dai sindacati, da Melucci per affrontare i nodi della trattativa in corso tra governo e Mittal. “Ognuno sta facendo la sua parte sulla pelle dei tarantini”. Insomma, i cinquestelle di Taranto e di Puglia si sfilano dal minuetto, ballano da soli: chiudere l’Ilva e finanziare bonifiche e riconversione dei lavoratori. M5S sul punto insiste. Sulla prospettiva appare compatta, su come affinarla, invece, le differenze interne ci sono e continueranno ad emergere. Come ovvio e giusto che sia. Si chiama politica. E non dovrebbe essere un dramma, anzi.
Turco del resto è perentorio: “il contratto di fitto biennale che si propone a mittal prevede nuovi potenziali fornitori, nuovi contratti per i lavoratori e il biennio davanti non garantisce proprio il futuro a medio e lungo termine per gli operai e i quadri. E’ di questo in definitiva che stiamo parlando. non credo sia una prospettiva che possa lasciare sereni”