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Un libro su Frà Paolo di Taranto, il più importante alchimista del Medioevo
“La conoscenza non può che venire dall’esperimento”. Questo il convincimento di frà Paolo di Taranto, francescano nato e vissuto in riva allo Ionio nella seconda metà del XIII secolo. Galileiano ante litteram, alchimista tra i più famosi del Medioevo. Anzi il più famoso secondo William Newman, studioso americano che proprio a frà Paolo di Taranto fa risalire l’estensione del Summa perfectionis magisterii, il più importante testo di alchimia medioevale, per lungo tempo attribuito al chimico arabo Geber.
La figura del frate francescano rivive nell’ultima fatica letteraria di Antonio Tagliente, “frà Paolo di Taranto e la pietra filosofale” (Scorpione editrice), introduzione di Carlo Petrone. Il volume, sarà presentato il 15 marzo 2017, alle 17, nella biblioteca di Taranto. L’iniziativa è organizzata all’associazione Amici del Quinto Ennio, presieduta da Salvatore Aloisio. Oltre all’autore interverranno la professoressa Franca Poretti, il professor Antonio De Pace e il professor Piero Massafra.
Su frà Paolo di Taranto non esiste molto materiale biografico. Attraverso un espediente narrativo Tagliente ricostruisce una storia verosimile attraverso la quale illustra il pensiero del frate francescano, ne immagina le vicende umane attraverso un vivido affresco della Taranto medioevale. Il romanzo, per certi versi, è un invito ad indagare il proprio passato ed a ritrovare l’orgoglio di appartenenza alla comunità tarantina.