Skip to main content

Fornaro vs Melucci-De Franchi, battaglia sul ricorso Ilva

Pubblicato | da Redazione

Botta e risposta tra il consigliere comunale Vincenzo Fornaro e il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci. L’esponente di Taranto Respira, preoccupato per la possibilità che il primo cittadino ritiri il ricorso al Tar sul Dpcm sul piano Ambientale Ilva, ha “diffidato” il sindaco affinchè desista da questo proposito. Immediata la risposta di Melucci e del suo vice e assessore all’Ambiente Rocco De Franchi, i quali si sono ironicamente rallegrati per aver finalmente sentito la voce del consigliere Fornaro dopo mesi di assoluto silenzio. Ecco di seguito gli interventi delle due parti in causa.

Vincenzo Fornaro – “Nella mia qualità di consigliere del Comune di Taranto nonché come rappresentante del Movimento Civico “Taranto Respira” ma innanzitutto come libero cittadino , sono a significarLe quanto segue. Nei giorni scorsi si sono diffuse notizie in merito ad una sua eventuale rinuncia a proseguire l’azione intrapresa dinanzi al TAR di Lecce avverso il DCPM del 29 Settembre scorso che contiene il piano ambientale ILVA, ricorso attualmente sotto la competenza del TAR del Lazio. La sua azione aveva incontrato il favore di una larghissima parte della popolazione che, autotassandosi ,aveva intrapreso un’azione legale “ad adiuvandum”. Le sue affermazioni ,ascoltate e diffuse dai media, quali: “Basta coi trucchi, basta con i numeri al lotto, basta con gli sgarbi politici ed amministrativi, basta con la flagellazione sistematica di un intero territorio, basta con il furto del futuro dei nostri bambini, si va al TAR, se in questo Paese esistono ancora dei valori non negoziabili dinnanzi al mercato e, magari ora, non ci si ferma nemmeno alla giurisprudenza nazionale”, mi avevano e ci avevano fatto ben sperare che finalmente il nostro territorio avesse trovato nella sua persona il giusto interprete dei veri compiti di un Sindaco, a tutela e promozione della salute dell’intera popolazione.

Non conosco quali nuovi fatti siano accaduti o quali nuovi accordi si siano stipulati per indurLa, eventualmente , a cambiare la sua posizione mentre di certo siamo venuti a conoscenza di nuovi fatti acclarati, che hanno messo ancor più in pericolo la salute della popolazione tarantina e per i quali nessuno pagherà, come ad esempio l’abnorme quantità di diossina negli anni 2013/2015 in misura superiore a quella che provocò il disastro di Seveso. Pertanto, signor Sindaco, indipendentemente dall’attendibilità di tali notizie, La invito e nel contempo La diffido affinché non ritiri il predetto ricorso e accompagni invece questo territorio sulla giusta via di un lavoro dignitoso, rispettoso del diritto irrinunciabile alla salute e libero da ricatti, dando il doveroso ascolto alle giuste richieste della sua popolazione. Nel caso Lei voglia comunque desistere dall’azione intrapresa avverso il detto DCPM senza tener conto dei gravi pericoli in cui versa l’intera popolazione e soprattutto i bambini , ci riserviamo di adire nei suoi confronti le vie giudiziali per chiedere il risarcimento di ogni danno subìto e subendo, essendo venuto meno alla sua responsabilità di garante della salute dei propri cittadini”.

Rinaldo Melucci e Rocco De Franchi – “Dopo mesi di silenzio – dice il vice sindaco De Franchi – finalmente si sente la voce del consigliere Fornaro, che interviene addirittura diffidando il Comune sul ritiro di un ricorso al TAR e paventando improbabili richieste risarcitorie. A prescindere dal fatto che i ricorsi giudiziari non si promuovono, né si ritirano, per capriccio, ma – presegue De Franchi – dopo profonda ponderazione e relativa istruttoria condotta dal servizio avvocatura e non dalla parte politica, giova, ancora una volta, ripercorrere i passi salienti della vicenda a beneficio di tutti e senza drammatizzare.

Il Comune di Taranto ha proposto ricorso al TAR avverso il DPCM di approvazione del piano ambientale dell’ILVA nel mese di novembre 2017. Il ricorso pende innanzi al TAR per il Lazio, ritenuto competente dal primo tribunale adito. Dalla sola proposizione del ricorso – aggiunge il sindaco Melucci – sono scaturiti innegabili effetti positivi per la comunità. Taranto che, infatti, è salita ed è rimasta per mesi al centro del dibattito pubblico italiano ed europeo. Siamo stati inclusi nel tavolo istituzionale presso il Mise, abbiamo avuto accesso ad una serie di documenti esplicativi della trattativa, abbiamo soprattutto ottenuto innegabili accelerazioni sulle tempistiche previste dal DPCM stesso. L’avvio dei lavori della copertura dei minerali ne è prova lampante. A giorni inizierà la più grande opera di pulizia del quartiere Tamburi a carico dell’Ilva in Amministrazione straordinaria, concretizzando il primo caso di avveramento del principio comunitario del chi inquina paga.

Non abbiamo mai sentito il plauso pubblico del consigliere Fornaro riguardo alla presentazione del ricorso al Tar – fanno sapere sindaco e vice sindaco – come oggi, invece, pare affermare. Si è sempre stati chiari su un punto (fin qui cristallizzato in tutte le bozze proposte), in caso di accordo tra le parti – ricorda il Sindaco Melucci – il ricorso non avrebbe più avuto ragione di esistere. Sopravvenuto difetto di interesse, si dice in termini tecnici – sottolinea De Franchi – tanto, in coerenza con gli esiti di un negoziato sindacale tutt’altro che agevole. L’augurio che ogni cittadino dovrebbe farsi, in primis un consigliere comunale che oggi ci ricorda la sua esistenza, è che venga meno quanto prima l’interesse a ricorrere, con un accordo tra le parti che tenga in considerazione l’ovvio ed imprescindibile diritto alla salute e ad un ambiente sano unitamente al diritto di tanti lavoratori a continuare a mandare i propri figli a scuola ed immaginare per loro un futuro sicuro e sereno. Dopo tutto, cosa Fornaro intenderebbe fare di Ilva – conclude il sindaco – nessuno lo ha ancora davvero compreso, l’Amministrazione lavora su contenuti, non su estemporanee e tardive dichiarazioni”.