Piani Alti
A proposito dell’aeroporto di Taranto/Grottaglie…
“A Grottaglie si può fare qualsiasi cosa. È un aeroporto che può essere utilizzato per voli civili, per sperimentazioni industriali, per voli cargo. E’ una pista di 3 chilometri, quindi di straordinaria importanza”.
Queste le parole di Michele Emiliano al termine dell’incontro svoltosi a Roma con il presidente ed il direttore generale dell’Enac (Ente nazionale aviazione civile), Vito Riggio e Alessio Quaranta. L’ultima trovata della Regione Puglia è quella di candidare l’aeroporto di Taranto/Grottaglie alla sperimentazione dei voli suborbitali. Si tratta di aerei che viaggiano a 100 km di quota e che riescono a sfruttare questa angolatura per “accorciare” i tempi dei viaggi intercontinentali di merci e persone.
Chiariamo: i voli suborbitali sono una frontiera di sicuro sviluppo nei prossimi anni ma, intanto, uno scalo aereo in cui “si può fare qualsiasi cosa”… continua ad essere praticamente fermo. Il paradosso è questo. E non da ora.
Nell’era del governatore Raffaele Fitto per Taranto/Grottaglie fu sostenuta la “vocazione” cargo. In quel modo furono sopite le aspirazioni di vedere, finalmente, riaperto lo scalo che nel 1999 aveva garantito i collegamenti aerei da/per la Puglia, bloccati su Bari e Brindisi a causa della guerra del Kosovo.
Furono promessi finanziamenti per migliorare la dotazione infrastrutturale e per potenziare le vie di accesso all’aeroporto Arlotta.
Ad esclusione dei Boieng 747 che caricano le sezioni di fusoliera del Dreamliner 787 costruite nello stabilimento Leonardo-Finmeccanica (ex Alenia), un aereo cargo è atterrato su quella pista?
Con Nichi Vendola cambiarono musica e suonatori, ma non il destino dell’aeroporto di Taranto che continuò a restare di fatto chiuso ai voli commerciali.
Vendola varó per l’Arlotta la vocazione “industriale” attraverso la quale si sarebbero dovute aprire “prospettive straordinarie non solo per Grottaglie, ma per la provincia di Taranto, per la Puglia, per il Sud”.
Queste le parole del governatore durante la presentazione del Taranto Grottaglie Airport Test Bed. Era aprile del 2014.
“Grottaglie – disse nella stessa circostanza – diventa sede di localizzazione della filiera del freddo legata alla conservazione, per esempio, della fibra di carbonio, in prospettiva legata alla conservazione dei prodotti dell’agroalimentare. Grottaglie diventa luogo in cui effettuare gli stress test sui velivoli di nuova produzione, diventa anche un luogo in cui cercare, sperimentare la costruzione di nuovi velivoli. Penso soprattutto ai velivoli senza pilota che sono sempre più importanti nelle operazioni di protezione civile. Tutto questo, dopo aver finanziato il collegamento fra il porto e l’aeroporto, apre prospettive molto importanti dal punto di vista del cargo e se Dio vuole anche dal punto di vista dei voli civili”.
I finanziamenti cui fa riferimento Vendola per i voli cargo sono gli stessi annunciati da Fitto, rilanciati 15 anni dopo?
Il 17 marzo 2014, in una conferenza stampa alla presidenza della Regione, l’assessore Giannini annunciava poi il “via libera alle opere infrastrutturali per rendere l’aeroporto “Arlotta” di Grottaglie l’hub delle merci nel Mediterraneo.
Sono già 12 i milioni di euro a disposizione per migliorare la rete viaria tra il porto e l’aeroporto e 29 quelli a disposizione per la pista di rullaggio e il nuovo piazzale di sosta degli aerei”.
Un primo stralcio di lavori avrebbe dovuto essere completato entro il 2015.
Siamo ad Emiliano. Dopo vari incontri e altrettante promesse di impegno per valutare la possibilità di riaprire lo scalo ai voli commerciali, arriva la “vocazione” suborbitale. Ipotesi suggestiva e affascinante per la quale, però, siamo ancora all’anno zero. Lo stesso presidente dell’Enac è molto prudente sul questa ipotesi. “Ci pare – dice – che Grottaglie abbia tutte le caratteristiche per essere presa in considerazione, vedremo se ci sono cose da fare le faremo. Aspettiamo una direttiva in questo senso dal Ministro, in modo tale che la scelta sia una scelta di tipo nazionale e non un accordo regionale. La scelta di utilizzare l’aeroporto di Grottaglie è una scelta che il Presidente della Regione, che è anche l’azionista della rete degli aeroporti pugliesi, da tempo persegue. Ovviamente noi prenderemo atto e, per la parte nostra, cercheremo di accelerare tale percorso”.
Insomma, il dossier sulle cose da fare all’Arlotta aumenta di legislatura in legislatura.. mentre i voli civili decollano altrove.