Salute
Ex Ilva, tre consiglieri comunali tarantini agli eletti dell’arco ionico: Dimettiamoci tutti!
“Al momento, l’unico segnale davvero forte dovrebbe vedere ciascuno di noi eletti nella provincia di Taranto – dai parlamentari all’ultimo dei consiglieri comunali – rassegnare le dimissioni, salvo che il Sindaco non si decida ad emettere un’ordinanza urgente e contingibile, stavolta finalizzata realmente al fermo immediato degli impianti più inquinanti. Questa sarebbe una risposta forte…”.
Tre consiglieri comunali tarantini, Rita Corvace, Massimo Battista e Vincenzo Fornaro, chiedono a tutti gli eletti della provincia ionica, di qualsiasi livello istituzionale, di rassegnare le dimissioni per protestare contro l’accordo sottoscritto da Invitalia e Mittal per la gestgione dello stabilimento suderurgico. Lo Stato, com’è noto, rientra (stavolta non attraverso il commissariamento) nel settore acciaio. “La produzione aumenterà” evidenziano i consiglieri “e al netto delle favole raccontate sull’acciaio verde, qui continueremo ad ammalarci e a morire più che altrove. Basti considerare che nell’accordo è previsto il dissequestro di tutti gli impianti ad oggi in funzione con facoltà d’uso. Le inutili azioni messe in campo dagli enti locali non hanno inciso minimamente”.
Dunque, l’appello a tutti gli eletti della provincia di Taranto: “Al momento, l’unico segnale davvero forte dovrebbe vedere ciascuno di noi eletti nella provincia di Taranto – dai parlamentari all’ultimo dei consiglieri comunali – rassegnare le dimissioni, salvo che il sindaco non si decida ad emettere un’ordinanza urgente e contingibile, stavolta finalizzata realmente al fermo immediato degli impianti più inquinanti. Questa sarebbe una risposta forte a chi, per l’ennesima volta, impone ai tarantini un accordo che non tiene minimamente conto delle reali esigenze di questa terra. Noi siamo pronti a rimettere il nostro mandato – chiudono Battista, Corvace e Fornaro – convinti che, mai come in questo momento, Taranto meriti rispetto. Ribadiamo ancora una volta che il tempo delle parole è finito e chi con il voto dei tarantini ora ricopre una carica istituzionale deve scegliere da che parte stare. Noi, come sempre, abbiamo scelto di stare dalla parte dei cittadini”.