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Eroe dimenticato: salvò un operaio in mare, escluso dalla premiazione

Pubblicato | da Michele Tursi

Il pilota del porto di Taranto Vincenzo Bellomo l’11 dicembre del 2014 partecipò al salvataggio di un operaio Ilva rimasto incastrato nel crollo di una gru sul IV sporgente. Per quell’intervento, condotto con gli equipaggi dei Rimorchiatori Napoletani e del Gruppo Ormeggiatori, il comandante della Capitaneria di porto di Taranto CV Giuseppe Famà lo ha proposto per una medaglia al valor civile.

Lo sprezzo del pericolo e la non comune perizia marinaresca – scrive il comandante Famà nella motivazione – gli consentivano di raggiungere tempestivamente e di soccorrere il malcapitato che si trovava pericolosamente tra le strutture contorte della gru cadute in mare, che da un momento all’altro potevano definitivamente collassare e travolgere con sè il malcapitato ed i soccorritori. Inoltre, in pochi istanti riusciva, unitamente agli altri componenti dell’equipaggio, a recuperare a bordo dell’unità nautica l’operaio che si trovava in evidente stato di shock, a contatto con l’acqua ed esposto a temperature rigide determinate dalle avverse condizioni meteorologiche in atto ed a condurlo sulla banchina per le cure del caso. L’altruismo, il coraggio e la straordinaria competenza professionale, consentivano al sopra nominato di trarre in salvo una vita umana, pur a rischio della propria incolumità. Fulgido esempio di abnegazione, solidarietà e alto senso civico”.

Vincenzo Bellomo
Vincenzo Bellomo

Tutto questo non è bastato, però, per riconoscere pubblicamente a Bellomo i suoi meriti in occasione di un meeting, tenutosi a Pomezia, alla presenza del Ministro delle Infrastrutture e dei trasporti Graziano Delrio e del Comandante Generale delle Capitanerie di Porto Vincenzo Melone. In apertura dei lavori è stato proiettato anche un video sul salvataggio dell’operaio, ma nella successiva cerimonia di premiazione Bellomo è stato escluso e per lui non c’è stata nemmeno una menzione. Il caso è stato portato alla luce da Giuseppe Orru, presidente dell’Unione Piloti dei Porti con una lettera aperta al ministro Delrio e al Comando generale delle Capitanerie di porto.

“Purtroppo – scrive Orru – durante l’evento ci si è limitati a tributare riconoscimenti ai componenti delle sole associazioni organizzatrici, perdendo l’occasione di esaltare l’attività svolta da tutti i servizi tecnico nautici, con particolare riferimento a quello svolto in situazioni estreme, dove il fattore umano, il pieno affiatamento, il rispetto ed il riconoscimento dei reciproci ruoli, l’indiscussa preparazione, rappresentano, sotto la vigilanza, il coordinamento e la gestione dell’Autorità Marittima, gli elementi fondanti per la favorevole risoluzione dell’emergenza. Sarebbe stato veramente bello vedere su quel palco ormeggiatori, piloti ed equipaggi dei rimorchiatori dei vari porti italiani, insigniti di medaglie e altre onorificenze concesse da organismi superiori, in ogni caso autonomi rispetto all’associazione alla quale si è iscritti, oppure in attesa o in mancanza di queste, semplicemente veder elogiati gli interessati dai loro Comandanti del porto. Invece la cerimonia si è ridotta alla premiazione dell’associato dell’anno svilendone la portata stessa”.