Sul Pezzo
Emiliano: Taranto va risarcita. Soprintendenza? Falso problema
“Liberare l’Ilva dal carbone e, quindi, da una fetta importante di inquinamento è possibile attraverso l’utilizzo del gas e del ferro preridotto. Tuttavia questa riconversione comporterebbe una riduzione degli attuali livelli occupazionali che potrebbero essere compensati con attività di diversificazione produttiva dell’area di Taranto”. Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano a conclusione della manifestazione degli operai dell’Ilva e del successivo incontro svoltosi nella Prefettura ionica.
Un processo sicuramente non facile, che richiede ingenti risorse. “Il Tavolo istituzionale per Taranto – ha continuato Emiliano – dovrebbe servire proprio a questo, purchè qualcuno ci metta dei soldi”. Secondo il governatore della Puglia “Taranto merita un risarcimento per aver subito gravissime forme di condizionamento del territorio con servitù prima militari e poi economiche, per i danni ambientali e perchè questa comunità è stata lasciata nella malattia e nel dolore. L’Italia intera ora deve farsi carico di questa esigenza. E’ un test di modernità di come, cioè, si intende affrontare l’economia. L’Italia deve decidere se vuole essere un grande Paese che fa avanzare la civiltà o se è uno dei tanti che si accontenta di produrre ad un costo competitivo anche a costo di ammazzare la gente”.
Intanto, però, Taranto nei giorni scorsi ha perduto lo status di sede principale della Soprintendenza Archeologica (detenuto dal 1907). Su questa vicenda Emiliano ha ridimensionato le preoccupazioni. “Taranto – ha detto – resta una delle sedi archeologiche più importanti del mondo. Tutto però può essere ripensato, l’importante è non farne una questione di campanile ma di buona amministrazione”.