Sul Pezzo
Emanuele Basile, 40 anni fa l’assassinio del capitano tarantino
La sua morte fu decisa dai boss che proprio in quei giorni stavano programmando la scalata della cupola di Cosa Nostra (guarda https://youtu.be/jEISSanMgaE).
Stava indagando anche sui Corleonesi, Emanuele Basile, dopo aver sgominato la cosca di Altofonte, collaborando con Paolo Borsellino all’inizio degli Anni Ottanta.
Poche settimane dopo quel 4 maggio, avrebbe avuto il trasferimento. Ma non fece in tempo, cadde a Monreale sotto i colpi della mafia durante la festa del paese mentre portava in braccio sua figlia Barbara.
EMANUELE BASILE, tarantino, capitano dell’Arma, muore la notte del 4 maggio 1980, all’ 1.40, mentre sta rientrando in caserma insieme alla moglie, Silvana, e alla figlia Barbara, di 4 anni: dopo i fuochi d’artificio, il fuoco di Cosa Nostra non lo risparmia. Barbara si salva perché il padre le fa da scudo. Taranto dedicherà al capitano una scuola, qualche decennio più tardi anche un piccolo parco pubblico. Negli ultimi anni intorno alla figura di Basile si è registrato un opportuno rinnovo della memoria e della commemorazione: fu uno dei primi di una lunghissima serie di caduti della cosiddetta mattanza di Palermo, tragedia civile che segnó in Italia l’avvento e la presa del potere criminale di Riina e dei suoi spietati killer.