Piani Alti
Elezioni, da sinistra a destra ecco le voci degli sconfitti
La capacità di “assorbire” le scosse più forti da parte di taluni esponenti della classe politica italiana non finisce mai di sorprendere. Matteo Renzi anche nel suo giorno più buio, dimostra doti di grande funambolo e annuncia dimissioni postdatate che non sono state apprezzate in molti settori del Pd. Le critiche più severe, come era prevedibile, arrivano dalla Puglia di Michele Emiliano.
Il governatore ha taciuto a lungo. Anche per lui il 4 marzo 2018 ha l’amaro sapore della sconfitta. Affida il suo pensiero ad un post sulla sua pagina Facebook. “Dalle sconfitte – scrive – anche quando sono annunciate e pesanti, bisogna sempre trarre insegnamento per rilanciare la propria battaglia per il bene comune. La comunità del centro sinistra esiste, è smarrita e ha bisogno di ritrovarsi e rifondarsi. Renzi punta alla sua autoconservazione, sta pensando a come rientrare in partita, non a come far rientrare il Paese in partita. Per questo finge di dimettersi”.
Emiliano pone il tema della diversità rispetto a Renzi. “La nostra prospettiva – aggiunge – è sempre stata opposta, facciamo politica per governare, sulla base di programmi condivisi dal basso coerenti con i valori del centro sinistra, per cambiare in meglio le città, le regioni, il Paese. La nostra storia parla per noi. La storia di Renzi è diversa, perché in pochi anni ha portato il centro sinistra al peggior risultato di sempre e il partito a una scissione interna insanabile, devastando il sogno dell’Ulivo.
Ma quel sogno vive ancora in tantissime realtà del Paese, dove il centro sinistra governa bene da decenni, ed è un sogno presente nel cuore di tantissimi militanti. Quel sogno vive perché c’è chi lavora per unire, non per dividere. Chi lavora rispettando la volontà popolare, i cittadini, le minoranze e persino gli avversari politici. Perché ci sono persone credibili che dicono una cosa e poi la fanno. Questi punti fermi, unità, rispetto, credibilità, responsabilità, sono la cifra del buon governo e della buona amministrazione. Questa è la storia di un centro sinistra per il quale ancora oggi, nonostante Renzi, vale la pena continuare a battersi”.
Sempre in area Pd, anche Maria Grazia Cascarano in qualità di candidata al senato nel collegio 7 analizza il voto del 4 marzo. “Commentare una sconfitta non è mai bello, né facile – scrive in una nota stampa – però bisogna farlo per onestà soprattutto nei confronti degli oltre 38mila elettori che mi hanno dato fiducia. A loro va il mio personale e sincero ringraziamento. Dire oggi che era tutto previsto non sarebbe vero, né giusto. Sapevamo che il percorso era in salita e questa consapevolezza ha rinforzato il mio impegno. La campagna elettorale è stata un’esperienza esaltante: ho incontrato moltissime persone e ho conosciuto nuove realtà. Tutto questo, ormai, fa parte del mio bagaglio personale e politico. Mi sono cimentata con convinzione e con passione ricevendo apprezzamento e incoraggiamento. Ma il vento contrario era troppo forte. Il Partito democratico ora deve aprire una fase di discussione e di confronto, deve interrogarsi sul responso delle urne e da qui deve ripartire per recuperare la fiducia degli elettori. C’è un partito da ricostruire. Bisogna farlo presto e bene. Non c’è tempo da perdere”.
Tempo di bilanci anche nel centrodestra. L’on. Gianfranco Chiarelli non è stato rieletto. “Acquisito il dato elettorale definitivo – spiega in un comunicato – sento la necessità di ringraziare gli oltre 50 mila elettori che hanno confermato, ancora una volta, la loro fiducia nella mia persona. Un particolare pensiero va agli 11.273 concittadini di Martina Franca che, oltre a riconoscere il valore del lavoro svolto in questi anni, mi hanno gratificato con il loro affetto. Un grazie va a tutti i partiti della coalizione di centro destra, e agli altri movimenti politici locali, che hanno pienamente condiviso il percorso politico e supportato convintamente la mia candidatura, in una competizione elettorale difficile ed impegnativa, nonché a quanti mi sono stati vicini, sostenendomi. Rinviando ogni altra valutazione di natura politica e personale, auguro buon lavoro al dott. Gianpaolo Cassese”.
Anche Stefania Fornaro (candidata di Forza Italia alla Camera, collegio 10 Taranto) per prima cosa ringrazia “i circa 38mila cittadini di Taranto, Statte, Faggiano, Leporano, Pulsano e Lizzano che hanno dato fiducia a me e alla coalizione di centrodestra. Un mese di campagna elettorale ascoltando i problemi del territorio mi ha insegnato tanto e farò tesoro di questa meravigliosa esperienza. Mi spiace solo non aver avuto occasione di confrontarmi in modo diretto con alcuni candidati di altri movimenti e formazioni. Credo che il mio sia comunque un buon risultato. Un mese fa ero una esordiente della politica e i risultati, intorno al 30 per cento, sono in linea con quelli della coalizione negli altri collegi uninominali della Puglia. Devo ammettere che non mi aspettavo al Sud un’onda d’urto così forte da parte del Movimento 5 stelle, che numeri alla mano ha intercettato molto malcontento proveniente dal centrosinistra. Al Sud vince il voto di protesta. Non posso che augurare buon lavoro agli eletti, ma allo stesso tempo non posso che esprimere le mie preoccupazioni per il nostro territorio con particolare riferimento agli slogan gridati durante la campagna elettorale che inneggiavano a una fantomatica chiusura dell’Ilva con conseguente bonifica che avrebbe prodotto addirittura più posti di lavoro, non si sa come e con quale denaro. Continuo a sostenere che le gravi vertenze aperte su questo territorio necessitino di serietà e lungimiranza. Mi auguro che in Parlamento si raggiunga una maggioranza per dare un governo stabile al Paese, un governo che si occupi seriamente di Taranto”.