Piani Alti
Elezioni 2018, saranno cinque le domande per tutti i candidati tarantini. E chiederemo risposte nette
Domande semplici che richiedono risposte secche ed esaustive. Comunicati stampa, post, twitt e finanche instagram stanno dando un quadro confuso delle idee che più di qualcuno tenterà di mettere in campo. Le anticipazioni non lasciano sperare che il dibattito possa rivelarsi asciutto e concreto.
Da qui al 4 marzo, rimescolando magari biografie politiche recenti e tentando di annaccquare eventuali contraddizioni o giudizi espressi e già chiusi nel ripostiglio, il rischio che in poco meno di due mesi si giri attorno rovistando nella propaganda è altissimo.
Prendiamo il caso di Taranto e della sua arcinota realtà. Chiunque intenda chiedere il consenso ai cittadini della provincia più “strategica” d’Italia (così recitano in sostanza 12 decreti del Governo dal 2012 ad oggi) è chiamato ad un esercizio di limpidezza e di sintesi della propria esposizione elettorale. Tesi che vadano oltre la prassi autoreferenziale.
I punti fermi sono cinque, e si tratta naturalmente di vicende da cui tutto e il contrario di tutto poi si espande. Tenteremo, ovunque sarà possibile farlo, di proporre questi punti ai candidati per consentire di essere ascoltati, compresi e se gli elettori vorranno.. addirittura scelti e finanche eletti.
Usiamo la formula dell’esame di Stato:
1 Ilva da chiudere o no? Tempa Rossa da attivare o no? Motivare la risposta.
2 Aeroporto di Grottaglie-Taranto: il candidato spieghi perchè riaprirlo o, al contrartio, perchè tenerlo chiuso ai voli civili. E dica chiaramente cosa pensa del rapporto tra Arlotta e gli altri scali pugliesi. E dell’uso e ventuale che si dovrebbe fare della pista grottagliese..
3 Urbanistica. Taranto presenta numerose aree demaniali in disuso o comunque utilizzabili anche se apparentemente occupate. Quali termini e condizioni andrebbero (ri)sottoscritti con la Difesa affinchè Taranto possa riapporpriarsi degli spazi naturali inibiti dalla fine dell’Ottocento alla civile fruizione. Esempi e dati. e in tema di sviluppo, distretti produttivi: la provincia ionica è ancorata al passato. Cosa fare|? E come? Infine, le bonifiche in atto sono sufficienti? Il Mar Piccolo come risorsa. appunto, come!!!? Rispondere con progetti e dati alla mano.
4 Sanità. Nella città inquinata e da bonificare, l’ospedale è al collasso. Giudizio sulle ultrime scelte della Regione, prospettive chiare e concrete da proporre. Ospedale nuovo o ristruttrazione e rilancio delle struttire esistenti. Motivare la scelta, dati alla mano.
5 Perchè ha cambiato partito negli ultimi anni? (se il caso) Perchè alle recenti amministrative appoggiava il candidato x e adesso alle Politiche è nella coalizione Y (se il caso)? Motivare le ragioni di questi eventuali cambi o adeguamenti di rotta. Legittimi, certo, ma da spiegare dettagliatamente all’elettorato.
Ovunque sarà possibile farlo, saranno soprattutto questi i temi che sottoporremo ai candidati ionici delle prossime politiche 2018.
In Puglia saranno eletti 62 parlamentari. La legge prevede in Italia n 232 collegi uninominali alla Camera e 116 al Senato. Per la parte proporzionale (386 deputati e 193 senatori) sono stati accorpati due o tre collegi uninominali dando così vita a collegi plurinominali dove vengono eletti 5-6 deputati o senatori.
Puglia: 42 seggi alla Camera, dei quali 26 eletti con il sistema proporzionale e 16 nei collegi uninominali (chi prende un voto in più vince). Senato, 20 seggi: 8 sfide tramite collegi uninominali e 12 eletti dai listini.
Puglia-Camera: 16 collegi uninominali: ad esempio, Puglia 1 (Bari Centro). Puglia 4 (Andria-Barletta-Trani Puglia) Puglia 10 (Taranto) Puglia 13 (Brindisi); Puglia 16 (Foggia). Per assegnare i 26 seggi proporzionali della Camera, sono quattro i collegi plurinominali.
Puglia-Senato: 8 collegi uninominali con l’aggregazione dei 16 collegi uninominali della Camera. Bari centro e Bari-Bitonto saranno Puglia 1; Molfetta e Altamura Puglia 2; Andria e Manfredonia Puglia 3; Monopoli e Brindisi per Puglia 4; Lecce e Francavilla Fontana Puglia 5; Nardò e Casarano Puglia 6; Taranto e Martina Franca Puglia 7; Foggia e San Severo per Puglia 8. I 12 seggi proporzionali senatoriali saranno assegnati attraverso due collegi plurinominali, ciascuno con 6 seggi: il primo Bari centro, Bari-Bitonto, Molfetta, Altamura, Andria, Manfredonia, Foggia, San Severo in un primo collegio (Puglia1) e il secondo Monopoli, Brindisi, Lecce, Francavilla Fontana, Nardò, Casarano, Taranto, Martina Franca nel secondo collegio (Puglia 2).