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Ecco il Dpcm Draghi, le regole antiCovid sino al 6 aprile

Pubblicato | da Redazione

Confermata la divisione dell’Italia per fasce colorate a seconda del tasso di rischio. Il primo Dpcm Draghi, esposto poco fa dai ministri Speranza e Gelmini (guarda) non intacca l’impianto dei precedenti e rafforza la prevenzione tra le fasce giovanili: la variante inglese cammina veloce tra gli adolescenti che ne diventano ‘portatori’ per fortuna ‘sani’.


Le misure tengono conto di questo e dell’esperienza precedente. La curva del contagio sarà comunque valutata settimanalmente dal 6 marzo al 6 aprile, ovvero il giorno in cui scadrà il nuovo Dpcm. La bozza è frutto della condivisone con gruppi parlamentari, Comuni, Province e Regioni.
I prossimi cambi di fascia partiranno dal lunedì e non più dal venerdì. Saranno rivalutati inoltre i 21 parametri adesso alla base del cambio di fascia. Confermata l’intenzione di aprire a fine marzo cinema e teatri nelle zone gialle.

Brusaferro ha reso noti i dati dell’ultimo monitoraggio, al 18 febbraio, sull’andamento del virus, con particolare attenzione sulle temute varianti: ‘La variante inglese al 18 febbraio prevale per il 50%, a metà marzo sarà la variante dominante. In Italia, soprattutto al Centro, la variante brasiliana preoccupa perché è al 4% e si tratta di una variante nuova. La sua trasmissibilità sta aumentando e il monitoraggio è fondamentale’ ha detto Brusaferro che infatti ricorda le zone rosse attualmente predisposte, non a caso.

Di seguito una sintesi delle principali novità e delle misure confermate.
 
ZONE BIANCHE

Nelle zone bianche, si prevede la cessazione delle misure restrittive previste per la zona gialla, pur continuando ad applicarsi le misure anti-contagio generali (come, per esempio, l’obbligo di indossare la mascherina e quello di mantenere le distanze interpersonali) e i protocolli di settore.
Restano sospesi gli eventi che comportano assembramenti (fiere, congressi, discoteche e pubblico negli stadi).
Si istituisce un “tavolo permanente” presso il Ministero della salute, con i rappresentanti delle regioni interessate, del Comitato tecnico-scientifico e dell’Istituto superiore di sanità, per monitorare gli effetti dell’allentamento delle misure e verificare la necessità di adottarne eventualmente ulteriori.
 
SCUOLA

Zone rosse – Dal 6 marzo, si prevede nelle zone rosse la sospensione dell’attività in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia ed elementari. Resta garantita la possibilità di svolgere attività in presenza per gli alunni con disabilità e con bisogni educativi speciali.

Zone arancioni e gialle – I Presidenti delle regioni potranno disporre la sospensione dell’attività scolastica:

  1. nelle aree in cui abbiano adottato misure più stringenti per via della gravità delle varianti;
  2. nelle zone in cui vi siano più di 250 contagi ogni 100mila abitanti nell’arco di 7 giorni;
  3. nel caso di una eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico.

 
MUSEI, TEATRI, CINEMA E IMPIANTI SPORTIVI

Nelle zone gialle si conferma la possibilità per i musei di aprire nei giorni infrasettimanali, garantendo un afflusso controllato. Dal 27 marzo, sempre nelle zone gialle, è prevista l’apertura anche il sabato e nei giorni festivi.

Dal 27 marzo, nelle zone gialle si prevede la possibilità di riaprire teatri e cinema, con posti a sedere preassegnati, nel rispetto delle norme di distanziamento. La capienza non potrà superare il 25% di quella massima, fino a 400 spettatori all’aperto e 200 al chiuso per ogni sala.

Restano chiusi palestre, piscine e impianti sciistici.

ATTIVITÀ COMMERCIALI

In tutte le zone è stato eliminato il divieto di asporto dopo le ore 18 per gli esercizi di commercio al dettaglio di bevande da non consumarsi sul posto.

SERVIZI ALLA PERSONA

Nelle zone rosse, saranno chiusi i servizi alla persona come parrucchieri, barbieri e centri estetici.

SPOSTAMENTI DA E PER L’ESTERO

Si amplia il novero dei Paesi interessati della sperimentazione dei voli cosiddetti “COVID tested”.

A chi è stato in Brasile nei 14 giorni precedenti è consentito l’ingresso in Italia anche per raggiungere domicilio, abitazione o residenza dei figli minori.

TAVOLO DI CONFRONTO CON LE REGIONI

È istituito un tavolo di confronto presso il Ministero della salute, con componenti in rappresentanza dell’Istituto superiore di sanità, delle regioni e delle province autonome, del Ministro per gli affari regionali e le autonomie e del Comitato tecnico-scientifico, con il compito di procedere all’eventuale revisione o aggiornamento dei parametri per la valutazione del rischio epidemiologico, in considerazione anche delle nuove varianti.