Skip to main content

E intanto parliamo di migranti …

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Ha ragione Paolo Borrometi, giovane coraggioso cronista siciliano che vive da anni sotto scorta per aver fatto nomi e cognomi di chi infesta ancora la sua terra, quindi anche l’Italia.

Un Paese distratto da problemi marginali, o peggio da emergenze inesistenti,  da polemiche di bassa lega, da affaruncoli spacciati come affari di Stato, orgoglio nazionale e ritrovato patriottismo di circostanza, non si sta accorgendo di essere ancora, forse anche di più del 1992…, sotto scacco. L’assuefazione è il nuovo humus. E intanto la mala in tutte le sue angolazioni lievita, i partiti contano gli arrestati al loro interno, le mele marce di casa nostra continuano ad infestare il cesto della civile convivenza. ‘Parliamo sempre di Migranti… ‘cantava appena due anni fa Brunori Sas. Presagio, monito…

Ecco uno stralcio del post di Borrometi: “Fermiamoci, perché mentre perdiamo tempo a nasconderci dietro falsi problemi (leggasi, senza nessuna polemica, “emergenza immigrazione”) da nord a sud continuano ad arrestare politici…

… Forse non sarebbe il caso di comprendere come mafie, corruzione ed illegalità stiano rovinando il nostro Paese, piuttosto che continuare a polemizzare su altro?

Il problema nel nostro Paese sono le mafie, le pratiche di corruzione, l’alto livello di illegalità.
Ricominciamo a trattare questi temi, prima che sia troppo tardi”. Paolo Borrometi