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Droga, armi ed estorsione: 56 indagati tra Taranto, Brindisi e Napoli

Pubblicato | da Redazione

Quattro anni di indagini, 54 indagati. Usavano parole come  “tavolini”, “panini”, “camicia”, “aperitivo”, “chiavi” per riferirsi alla cessione di quantitativi di diverse sostanze stupefacenti.

La  Squadra Mobile di Taranto ha notificato l’avviso di conclusioni indagini, emesso dalla Procura, nei confronti di 54 persone residenti a Taranto, nella  provincia  ionica e nelle province di Brindisi e Napoli. A vario titolo, i 54 sono ritenuti  responsabili di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, estorsione,  minaccia e detenzione ed uso illegale di armi da sparo. Le indagini – spiegano dalla Questura di Taranto –  iniziate nel 2015  hanno delineato una vasta organizzazione che si estendeva fino alla provincia di Taranto. Il gruppo,  dedito ad una capillare attività di spaccio sia in grosse quantità sia al minuto, ricorreva  anche all’uso delle armi nei confronti di chi non assolveva con celerità ai pagamenti relativi all’acquisto della droga oppure per dirimere altre controversie. A tal ultimo proposito ad alcuni degli indagati è contestata pure la detenzione di armi da guerra (kalashjikov), utilizzate in una circostanza per esplodere dei colpi all’indirizzo del portone di casa di una delle vittime.

Usavano termini diversi come “tavolini”, “panini”, “camicia”, “aperitivo”, “chiavi” per riferirsi alla cessione di quantitativi di diverse sostanze stupefacenti. Numerosi sono stati i sequestri di sostanze stupefacenti, per lo più cocaina operata dagli agenti nel corso delle indagini. Registrate, altresì, ipotesi di estorsione, in relazione  a minacce e violenze esercitate per recuperare i crediti legati all’attività di spaccio (come nel caso di una vittima costretta a cedere la propria autovettura a copertura del debito maturato).