Salute
“Dramma sanitario tra operai e cittadini di Taranto”
Se ne vanno in silenzio. Soffocati dalle malattie in età sempre più giovane. Storie di vita troppo brevi. Storie di sofferenza e di dignità. Di dolore e di rabbia. Mario, 39 anni, operaio Ilva, ex campione di karate contact, è morto ieri. Di lui si erano occupati giornali e trasmissioni televisive. “Solo pochi mesi fa ci ha lasciato un altro collega di 37 anni. È inammissibile che ancora, dopo tanti anni, non si sia risolta questa situazione sanitaria drammatica”. Lo scrive in una nota il sindacato FlmCub.
“Facciamo le nostre più sentite condoglianze – continua il documento – e ci stringiamo attorno alla famiglia del nostro collega scomparso prematuramente. Più passa il tempo e più abbiamo conferma di quanto l’inquinamento provocato dalle grandi industrie influisca sulla vita dei cittadini e dei lavoratori di Taranto. Per questo motivo non possiamo che ribadire la
nostra posizione: chiusura di tutte le fonti inquinanti con il reimpiego di tutti i lavoratori Ilva e dell’indotto tramite una legge speciale per Taranto”.
Per FlmCub questa drammatica situazione “dovrebbe essere l’interesse primario delle istituzioni ma anche della cittadinanza attiva, evidentemente troppo presa da bagarre personali che non dovrebbero neanche trovare spazio in un momento come questo. In questo modo, invece, Taranto è ancora di più terreno fertile per chi vuole salvaguardare la produzione dell’acciaio (in qualsiasi condizioni, sacrificando la salute e la sicurezza dei lavoratori e cittadini), gli interessi economici e quelli
politici”.