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Divina Maria Pia, nella notte di Carrisi… e non solo

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Tempo di premi, di red carpet e di stile. La 62esima edizione dei David di Donatello ha registrato la vittoria meritatissima di Donato Carrisi come miglior regista esordiente per il film “La ragazza nella nebbia”. Ed io, consentitemelo, da martinese sono… non orgogliosa, di più!.

Ricevere il premio direttamente dalle mani del grande Spielberg sarà difficile da dimenticare. E poi quanta eleganza nell’abito scelto e indossato per la serata! Perfetto il taglio della giacca e quel collo in velluto, i polsini della camicia bianca che “escono il giusto”, facendo intravedere i gemelli, e poi il panciotto portato con naturalezza. Sinceramente, tanto  orgoglio pugliese. Sul versante maschile segnalo il total black del divino Roberto Bolle e il tuxedo di Pier Francesco Favino che mi ha riportato alla mente la perfezione delle serate glam del Festival di Sanremo.

Le donne? Che dire: nulla di così eclatante o scovolgente. Ha dominato il nero, sulla scia del #metoo americano  contro le violenza sulle donne. Belle, mai  esagerate, Luisa Ranieri e le scollature di Paola Cortellesi in Armani e della Ramazzotti.  Elegante e discreta Monica Bellucci, la cui bellezza riesce a parlare sempre.  Divina, sicuramente la più bella in assoluto, l’attrice Maria Pia Calzone in un pazzesco abito bianco firmato Antonio Grimaldi. Impossible non notarla. Particolare la cinta fucsia indossata dalla Gerini, anche lei total black, con su scritto “l’amore è bellezza”.

Al contrario, non raggiungono la sufficienza Giovanna Mezzogiorno il cui outfit la mortifica e Valeria Golino in Valentino. Peccato. Deliziosi, infine, i tanti pancioni colorati che si sono visti sul red carpet: che siano di buon auspicio per il cinema italiano.

Lo stile è l’abito dei pensieri e un pensiero ben vestito, come un uomo ben vestito, si presenta molto meglio” (Lord Chesterfield)

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