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Difesa dell’ambiente, sei storie per sperare

Pubblicato | da Redazione

Ogni tanto ci piace mettere il naso fuori casa, soprattutto quando si parla di difesa dell’ambiente e della salute, temi purtroppo molto caldi a Taranto e molto cari a noi de La Ringhiera. A San Francisco, in California, sono stati annunciati i vincitori del Premio Goldman per l’Ambiente, si tratta di una sorta di Nobel per l’ecologia.

Sei persone protagoniste di altrettante storie, provenienti da varie parti del mondo. La più forte e significativa è quella di Maxima Acuna, una contadina peruviana analfabeta di 47 anni, che è riuscita a vincere la battaglia contro un colosso minerario, tutelando la sua proprietà e la natura intorno. La sua battaglia inizia nel 2011, quando il Governo peruviano accorda una concessione di 7.400 acri alla società americana Newmont Mining Corporation. All’interno di questa vasta area ricadeva la proprietà di Maxima Acuna e della sua famiglia. La miniera Conga avrebbe avuto bisogno di questa porzione per poter avere accesso alla laguna Azul che veniva utilizzata dalla famiglia Acuna per irrigare i campi. Con la miniera lo specchio d’acqua avrebbe subito una netta trasformazione diventando un bacino di decantazione per la raccolta dei sottoprodotti tossici dell’estrazione, come il cianuro e l’arsenico.

Maxima, grazie al sostegno di Grufides, organizzazione non governativa locale che fornisce assistenza alle comunità rurali contro le compagnie minerarie, è riuscita nel 2014 ad averla vinta, non senza aver sopportato angherie e pressioni di ogni tipo, comprese anche le percosse.

Insieme a Macima sono stati insigniti del Goldman l’avvocatessa slovacca Zuzana Caputova. Madre di due figli, con la propria lotta è riuscita ad arrivare alla chiusura della discarica di rifiuti tossici di Pezinok. Il cambogiano Leng Ouch, invece, ha documentato il taglio illegale degli alberi e ha denunciato la corruzione nelle concessioni pubbliche di terreni. Negli Usa la giovane Destiny Watford, di Baltimora ha portato avanti insieme agli abitanti della città, una battaglia contro il progetto per la costruzione di un grande inceneritore, che sarebbe sorto vicino alla sua scuola. Luis Jorge Rivera Herrera, in Puerto Rico ha guidato una campagna popolare che ha portato alla creazione di una riserva naturale nel Corridoio ecologico nordorientale, dove le tartarughe marine possono riprodursi. Infine, Edward Loure (Tanzania) è un Masai laureato in management, che è ha impedito che le popolazioni indigene locali fossero cacciate a causa dell’istituzione di parchi nazionali.

Il Premio Goldman (Goldman Environmental Prize) fu istituito nel 1989 dal filantropo americano Richard N. Goldman, insieme alla moglie, Rhoda Goldman. Ogni anno 6 ambientalisti, uno per ogni Regione scelta (Africa, Asia, Europa, Isole e Nazioni insulari, Nord America, e Sud e Centro America), vengono insigniti dell’onorificenza per il loro impegno per la preservazione dell’ambiente e del loro territorio. L’anno scorso tra i vincitori c’era stata anche Bertha Caceres, l’ecologista indigena honduregna che aveva impedito la realizzazione della mega diga sul Río Gualcarque, brutalmente uccisa il 3 marzo di quest’anno. (documentazione tratta da Greenstyle).