Piani Alti
Di Maio: Il quartiere Tamburi non può più aspettare
Si è conclusa con la vista allo stabilimento ArcelorMittal Italia, la giornata di Luigi Di Maio a Taranto. Il vicepremier l’aveva annunciato nella conferenza stampa in Prefettura (la nostra diretta), a conclusione delle due sessioni di lavori: in mattinata con enti locali, parti sociali, organi di controllo; nel pomeriggio con le associazioni.
“Sono stato in visita all’Ilva proprio stasera – scrive il ministro dello Sviluppo economico sulla sua pagina Facebook – e la prima copertura dei depositi minerali è quasi pronta. Ma è solo l’inizio. Presto ne arriverà una seconda, perché il quartiere di Tamburi non può più aspettare, merita le necessarie protezioni e finalmente le avrà”.
“Non abbiamo la bacchetta magica – aggiunge – sebbene sentendo certe storie verrebbe voglia di stringerla tra le mani, ma ce la stiamo mettendo tutta, consci che il lavoro che stiamo portando avanti è fatto nel solo interesse dei cittadini di Taranto. Cinque ministri oggi hanno deciso di metterci la faccia, se non volete darci fiducia dateci almeno tempo. Anche perché i soldi ci sono, sono lì da almeno quattro anni ed è assurdo che non siano mai stati spesi [pdf-embedder url=”https://www.laringhiera.net/wp-content/uploads/2019/04/Cis-Taranto-2019.pdf” title=”Cis Taranto 2019″] . Il nostro compito sarà farlo e soprattutto farlo bene. Tra due mesi tireremo le prime somme”.
I ministri sono arrivati a Taranto in una città super-blindata (Diretta 1), con una larga porzione del Borgo chiusa al traffico. I cittadini hanno dovuto sopportare non pochi disagi, terminati solo a tarda sera quando la delegazione del Governo ha lasciato il capoluogo ionico. Non sono mancati momenti di protesta. I sit-in si sono svolti in piazza Carmine (Diretta 2), ben lontano dai locali in cui si sono svolti gli incontri. Un centinaio di persone hanno contestato Di Maio, le scelte del governo sul caso Ilva ed hanno chiesto la chiusura dello stabilimento siderurgico.
Appena arrivato a Taranto, il vicepremier ha parlato con i giornalisti nell’androne della Prefettura ed ha annunciato l’eliminazione della cosiddetta “immunità penale” (guarda l’intervista in diretta) per i responsabili dello stabilimento siderurgico, uno scudo che aveva suscitato forti proteste e grande indignazione. Sulla natura del provvedimento adottato dal Consiglio dei ministri, però, gli ambientalisti hanno sollevato alcune perplessità. E, inoltre, secondo il gip del Tribunale di Taranto Bendetto Ruberto, l’immunità sarebbe già decaduta il 30 marzo 2019.
“Nei prossimi mesi a Taranto faremo tante cose – scrive Di Maio su Facebook – idee diverse, talvolta diametralmente opposte, ma una cosa non lascia spazio a dubbi o contrapposizioni ed è la voglia di rendere Taranto un posto migliore e ridarle la dignità che per anni gli è stata strappata. Su questo voglio lavorare, del resto mi importa poco. Il tavolo di oggi è solo il primo [pdf-embedder url=”https://www.laringhiera.net/wp-content/uploads/2019/04/Riconoversione-economica-di-Taranto.pdf” title=”Riconoversione economica di Taranto”] tra due mesi si riaprirà e, nuovamente, sarete tutti invitati. Portate suggerimenti, idee, nozioni, speranze e anche rabbia se necessario, ma che ogni azione remi in un’unica direzione: il bene di Taranto e dei suoi cittadini [pdf-embedder url=”https://www.laringhiera.net/wp-content/uploads/2019/04/Riconversione-economica-Taranto-2.pdf” title=”Riconversione economica Taranto 2″] .
https://youtu.be/j9d55AtZL0k