Piani Alti
Di Maio a Taranto: altre due “patate bollenti” per il vicepremier
Almeno una promessa è stata mantenuta. Il vicepremier Luigi Di Maio torna a Taranto. L’aveva annunciato ad aprile durante la riunione del tavolo istituzionale. Lunedì 24 giugno 2019 il ministro presiederà, nei saloni della Prefettura di Taranto, il nuovo incontro del “tavolo”, a partire dalle 11.
Da aprile ad oggi, sul fronte ex Ilva la situazione si è parecchio ingarbugliata. Due gli elementi su cui il Governo è chiamato a fare chiarezza, entrambi messi in campo dall’affittuario dello stabilimento ionico: ArcelorMittal Italia. Il 5 giugno il Gruppo siderurgico ha avviato la procedura di cassa integrazione ordinaria per 1400 lavoratori, per un periodo di 13 settimane. La decisione è stata motivata con la crisi del mercato dell’acciaio e con la mancanza da parte dell’Ue di misure in difesa dei produttori europei.
Ma la vera patata bollente per Di Maio & co. è quella della cosiddetta “immunità penale”. Ad aprile, a Taranto, il vicepresidente del Consiglio ne annunciò l’abolizione. Nel decreto Crescita, la cui conversione è attesa nei prossimi giorni, è stata inserita una norma che elimina (a partire dal prossimo 6 settembre), il salvacondotto concesso ai vecchi ed ai nuovi gestori dello stabilimento. Ed è proprio su questo elemento che fa leva ArcelorMittal: con il decreto Crescita – sostiene l’azienda – sono state cancellate le tutele legali esistenti quando il Gruppo ha accettato di investire nello stabilimento di Taranto. A queste condizioni non è possibile gestire lo stabilimento ionico.
Giusto per non essere monotematici sullo sfondo restano ancora allo stato embrionale, o quasi, le questioni inserite nel Contratto istituzionale per Taranto (Cis), relative all’avvio di azioni di bonifica del territorio, di gestione dell’emergenza sanitaria e di sviluppo di nuove forme di economia. Piatto ricco, mi ci ficco, recita il motto dei giocatori di poker. Nel caso di Taranto, però, la sensazione è opposta: il “piatto” è talmente ricco… di problemi che nessuno sembra essere seriamente intenzionato a intervenire per disinnescare una situazione molto critica.
In questo contesto, oggi pomeriggio, si celebrerà l’assemblea generale di Confindustria Taranto e Federmeccanica. E’ la prima volta che si tiene un’assemblea congiunta tra una realtà territoriale ed una federazione nazionale ed è la prima volta che una riunione di questo tipo si svolge nel cuore di una grande fabbrica: ArcelorMittal Italia. “Acciaio, materia prima dell’industria; imprese manifatturiere, materia prima del Paese”. Questo il filo conduttore dei lavori che saranno conclusi dal presidente nazionale di Confindustria Vincenzo Boccia. Si tratta di un chiaro segnale di attenzione (e di preoccupazione) per il “caso-Taranto” da cui dipende una quota rilevante del Pil (Prodotto interno lordo) nazionale. L’assemblea, tra l’altro, costituisce l’ultimo appuntamento ufficiale per il presidente Vincenzo Cesareo che lascerà la carica al già designato Antonio Marinaro.