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Denunciare il brutto eleva il bello

Pubblicato | da Angelo Di Leo

DENUNCIARE IL BRUTTO non fa rima con MORTIFICARE IL BELLO.  Anzi, il bello emerge…

Negli ultimi dieci anni, l’urlo della piazza che denuncia il malessere di Taranto è coinciso con l’aumento della capacità ricettiva della città, con il decollo del museo archeologico e con la crescente notorietà del Castello Aragonese.
Tutto ciò mentre i villaggi turistici e le marine della costa ionica occidentale registrano anno dopo anno boom di visitatori e dimoranti estivi (e sono più vicini alle ciminiere di quanto lo siano i lidi privati della costa orientale che a fronte di un mare spettacolare invece lottano tutti i giorni contro la totale assenza di infrastrutture pubbliche!).

E dalle spiagge occidentali si vede l’intera zona industriale. Da quelle orientali no. A proposito di comunicazione visiva ..

Senza contare che i tarantini dal 2000 hanno riscoperto la città d’estate.

DENUNCIARE IL BRUTTO non fa rima con MORTIFICARE IL BELLO.

LO DICONO I FATTI. Basta conoscerli, farli conoscere e non farsi prendere dall’ansia della prestazione sociale o, peggio, non farsi vincere dal prurito del controcorrentismo a tutti i costi.

Occhio alle mistificazioni del BRUTTO, certo. Ma occhio alle contromistificazioni della sua denuncia! Entrambe contengono il gene del protagonismo.
E non è soltanto un fatto di linguaggio.