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Decarbonizzazione Ilva di Taranto, prosegue il duello Emiliano-Renzi

Pubblicato | da Michele Tursi

E’ ancora gelo, anzi vera e propria guerra, tra il governatore della Puglia e il Presidente del Consiglio. Il casus belli è sempre la decarbonizzazione. Mentre Michele Emiliano a Roma tracciava la road map per l’uscita dal carbone, la sua “ambasciatrice” Loredana Capone porgeva il ramoscello d’ulivo al sottosegretario Claudio De Vincenti invitandolo al dialogo durante la riunione del Tavolo istituzionale per Taranto svoltasi in Prefettura. Ma il rappresentante del Governo non ha lasciato aperto nemmeno uno spiraglio: risposta piccata e chiusura totale.

Il secondo colpo ad Emiliano, De Vincenti lo ha assestato in conferenza stampa. “Il Governo lavora alla decarbonizzazione – ha detto – prima ancora che ne parlasse Emiliano il quale prosegue con il suo inspiegabile atteggiamento nei confronti dell’ultimo decreto sull’Ilva. La commissione di esperti valuterà i piani ambientali presentati da imprese molto qualificate e il Governo sceglierà la proposta più coerente con la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini. Ci sono altre tecnologie che gli esperti valuteranno sicuramente meglio di quanto possano fare i politici”.

Per il resto la riunione del Tavolo istituzionale di sviluppo ha svolto la ricognizione delle risorse utilizzate: 392 milioni sono stati impegnati per interventi già conclusi (riqualificazione delle scuole Deledda e Vico e consolidamento del molo polisettoriale); 143 milioni sono stati già erogati secondo stati di avanzamento lavori; altri 458 milioni sono in fase di progettazione avanzata. “Nel Contratto istituzionale – ha detto il sottosegretario alla presidenza del consiglio – è stato inserito un altro progetto aggiunto con la delibera Cipe che riveste un’importanza strategica nell’ambito del potenziamento infrastrutturale del porto ionico, si tratta del collegamento tra lo scalo ionico e la rete ferroviaria nazionale per un importo di 30 milioni di euro”. Lo sviluppo dei traffici marittimi resta uno degli asset prioritari dell’intervento del Governo per Taranto anche se con la nuova riperimetrazione dello scalo bisognerà superare qualche criticità. (Vedi intervista a Sergio Prete)

In conferenza stampa con il sottosegretario c’era Giampiero Marchesi, coordinatore del tavolo tecnico che sta seguendo e monitorando i progetti. Registra un piccolo avanzamento l’utilizzo a fini turistici e museali dell’Arsenale MM. In tal senso, infatti, è stato finalmente definito l’accordo tra Marina Militare e Ministero dei Beni culturali. Nessun progresso invece, in ordine al riutilizzo della stazione torpediniera. “C’è la disponibilità della Marina a cedere le aree – ha spiegato Marchesi – ma ciò non potrà avvenire se non saranno create le condizioni operative per lo svolgimento delle attività militari nella nuova base navale”.

Procede spedito, invece, il concorso internazionale di idee per il recupero della città vecchia. Sono arrivate 46 proposte, 20 delle quali hanno già superato una prima selezione. L’operazione ha creato grande interesse anche in altre nazioni visto che tra i progetti pervenuti c’è un 75% di professionisti esteri. Le proposte potranno essere inviate fino al prossimo 16 novembre, poi si insedierà la commissione che valuterà le ipotesi. “La selezione dovrebbe concludersi in un paio di mesi – ha spiegato Marchesi – poi saranno individuati i tre vincitori che saranno premiati in un cerimonia che si terrà a Taranto nei primi mesi del nuovo anno”.