Salute
Decarbonizzazione, il “ni” di ArcelorMittal Italia
L’abbandono del carbone in favore di combustibili e tecnologie a minore impatto ambientale nello stabilimento siderurgico di Taranto è un obiettivo lontano. Lo ha, in qualche modo, detto il vicepresidente e amministratore delegato di ArcelorMittal Italia Matthieu Jehl, rispondendo ad una precisa domanda che gli abbiamo rivolto nel corso della conferenza stampa svoltasi ieri e di cui pubblichiamo il video in questo articolo.
Limitare l’utilizzo del carbone è una priorità globale, questo Jehl lo sa bene in qualità di manager di un Gruppo leader nel mondo e come produttore di acciaio in Europa in cui i vincoli sulle emissioni sono più stringenti che altrove. Detto questo, però, non si va oltre. La risposta alla nostra domanda è sembrata un “ni”: il carbone è una questione troppo evidente per essere ignorata, ma nei suoi confronti ArcelorMittal Italia intende procedere in stretta attinenza a vincoli e leggi vigenti.
“Non c’è sostenibilità se non lavoriamo sul carbone” dice l’interprete in cuffia traducendo le parole dell’Ad di ArcelorMittal Italia che su questioni tecniche preferisce rispondere in inglese. “Questo è il motivo per cui – continua – anche il nostro Gruppo si impegna per ridurre il target delle emissioni e ovviamente questo si applica anche a Taranto”. Jehl parla di “progetti molto chiari e identificati” ma aggiunge che “prima di metterli in pratica, bisogna renderli certi ed è un impegno molto chiaro per il nostro Gruppo”.
Giusto mantenere cautela, rigore tecnico e scientifico su queste materie. Va ricordato, però, che il fattore tempo è prioritario non è secondario per una comunità che troppo spesso, in passato, è stata beffata e danneggiata con promesse e continue dilazioni concesse… a norma di legge.