De Cataldo a Taranto racconta “Un fitto mistero”

Da “Terroni”  a “Romanzo criminale”, la carriera letteraria di Giancarlo De Cataldo è costellata di successi. Non ha mai abbandonato la toga di giudice, ma sono i libri ad avergli regalato fama e notorietà. Nato e vissuto in giovinezza a Taranto, tornerà nella sua città natale per presentare  “Un fitto mistero. Immagini e storie del crimine”, edito da Contrasto. L’appuntamento è per venerdì 3 novembre 2017, alle 18, a Palazzo Pantaleo, nella città vecchia. L’iniziativa è promossa dall’Assessorato all’Industria Turistica e Culturale della Regione Puglia in collaborazione con l’Associazione Presìdi del libro, Presidio del libro Il Granaio/Libreria Dickens di Taranto. Conversa con l’autore Giulia Galli, de Il Granaio.


 

In questo libro l’autore racconta alcuni dei delitti più efferati ed eclatanti della storia italiana e internazionale dal secolo scorso ai giorni nostri. “Perché certi delitti attraggono tanto la nostra attenzione e altri ci lasciano indifferenti?”, si chiede De Cataldo nell’introduzione al volume. Questo fenomeno non è dovuto solo a come i giornalisti propongono gli eventi, spesso “reinventando” il caso, costringendoci a provare dolore per la vittima o pietà per l’assassino. Difatti, per quanto i cronisti possano “gonfiare” gli avvenimenti con il loro racconto, certi episodi di cronaca nera sono destinati a sopravvivere nella storia e nella memoria collettiva al di là dell’oggettività. L’autore indaga proprio su quegli elementi differenziali che possono aver contribuito in certi casi a focalizzare l’attenzione nei confronti di determinati delitti.



Accanto ai testi di De Cataldo, il volume è corredato dalle fotografie che all’epoca dei fatti raccontati dominarono le prime pagine dei quotidiani. I casi narrati dall’autore sono raggruppati per grandi tematiche in otto sezioni: Delitti di famiglia; Complotti; Mafia; Delitti d’affari; Delitti politici; Mostri&Co; Delitti a luci rosse. Il filo rosso che li accomuna tutti non è solo il clamore che hanno suscitato, ma il fatto che sono stati i primi a essere oggetto di una copertura mediatica diffusa, inaugurando la caccia allo scoop, e iscrivendosi nell’immaginario collettivo al punto da diventare fonte d’ispirazione per artisti, scrittori, musicisti.

Dalle vicende della banda della Magliana al mostro di Firenze, passando per Jack lo Squartatore, fino ad arrivare ai bagni di sangue della mafia e delle brigate rosse: Giancarlo De Cataldo analizza e racconta crimini illustri, quasi iconici, che hanno riempito le pagine della cronaca nera tanto da rimanere impressi nella cultura e nella memoria di tutti. Che siano delitti d’affari, come il caso Sonzogno, o delitti a luci rosse, come l’omicidio della Dalia nera, a stupire e impressionare l’opinione pubblica è stata soprattutto la dinamica di queste uccisioni.

Nato a Taranto nel 1956, Giancarlo De Cataldo è Giudice di Corte d’Assise a Roma, città nella quale vive dal 1974. Scrittore, traduttore, autore di testi teatrali e sceneggiature televisive, ha pubblicato come autore diversi bestseller tra cui Romanzo criminale (2002), dal quale è stato tratto un film, diretto da Michele Placido, e una serie televisiva, diretta da Stefano Sollima; Il padre e lo straniero (2010); I Traditori (2010); Io sono il Libanese (2012 e 2013); con Massimo Carlotto e Gianrico Carofiglio, Cocaina (2013); Giochi criminali (2014, con Maurizio de Giovanni, Diego De Silva e Carlo Lucarelli); Nell’ombra e nella luce (2014); con Carlo Bonini, Suburra (2013 e 2014) da cui sono stati tratti un film per la regia Di Stefano Sollima e una serie TV per Netflix; La notte di Roma (2015); con Steve Della Casa e Giordano Saviotti, il graphic novel Acido fenico (2016).

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