Sul Pezzo
Da Taranto all’Oceano Indiano, missione antipirateria per la Fremm Martinengo
Era salpata da Taranto lo scorso 6 agosto alla presenza del Comandate in Capo della Squadra Navale, ammiraglio di squadra Donato Marzano. Nei giorni scorsi la Fregata Europea Multi Missione (Fremm) Federico Martinengo è entrata a far parte del dispositivo internazionale antipirateria “Atalanta”, dispiegato in Oceano Indiano a tutela degli interessi nazionali ed europei.
La fregata ha sostituito l’unità navale della stessa classe Carlo Margottini. Nave Martinengo sarà impegnata a garantire la presenza e sorveglianza per la salvaguardia delle linee di traffico marittimo di interesse nazionale nel Corno d’Africa e nell’Oceano Indiano in stretta collaborazione con nazioni alleate. L’attività permette di garantire una qualificata presenza in Paesi dell’area con cui l’Italia intrattiene importanti rapporti politico-diplomatici, economici e di attività di cooperazione militare.
Durante il transito in Mediterraneo, la Fremm Martinengo ha assicurato anche supporto all’operazione Nato Sea Guardian. L’unità navale sarà impegnata nell’area di operazioni fino al prossimo mese di dicembre. Il dispositivo “Atalanta” a guida europea, da dieci anni è dispiegato in Oceano Indiano con lo scopo di garantire la sicurezza dei mercantili che trasportano aiuti per conto del World Food Program e del traffico marittimo a tutela degli interessi nazionali ed europei.
Fino all’arrivo del Martinengo, nave Margottini ha svolto il compito di Flagship dell’operazione per 4 mesi con il Force Commander, Contrammiraglio Simone Malvagna, che il 6 agosto scorso ha ceduto il comando della forza in mare all’Ammiraglio Alfonso Perez de Nanclares, imbarcato sulla nave spagnola Castilla.
Durante questo periodo a guida italiana Nave Margottini, che ha percorso ben 17.000 miglia durante le oltre 2.100 ore di moto, ha lavorato in stretto coordinamento con assetti aeronavali spagnoli, tedeschi ed un team di sicurezza montenegrino imbarcato su una nave mercantile del World Food Program. Nel periodo sono state effettuate soste in cinque diversi Paesi (Oman, Djibouti, Kenya, Tanzania, Seychelles) che hanno intervallato i circa 90 giorni di navigazione, e hanno dato l’opportunità di crescita e d’incontro con le autorità politiche dei Paesi rivieraschi.