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Da Taranto a Bari in bus, la lettera di una tarantina…

Pubblicato | da Redazione

“Ciao sono Valentina, sono di Taranto e lavoro a Bari”. Comincia così la lettera giunta da una lettrice che racconta la sua esperienza da pendolare lungo la linea bus che collega Taranto a Bari (e ritorno).

“Sono una pendolare, una delle tantissime persone di Taranto che ogni mattina viaggia con un regolare abbonamento Fse che ammonta a 97,20 euro per percorrere 172 km e raggiungere il proprio posto di lavoro. La mattina ci sono due corse in particolare, quella delle 6 e delle 7 in partenza da viale Unicef, prese d’assalto da una quantità di persone tale da affollare l’autobus, persone in piedi comprese – spiega Valentina nella sua dettagliata lettera – Stesso discorso per le corse del ritorno da Bari. A partire dalle 14 c’è una corsa ogni ora che, puntualmente come all’andata, viene riempita già al capolinea, rendendo impossibile la legittima salita degli altri abbonati alle fermate intermedie, con autisti che a volte nemmeno le effettuano se il bus è già al completo”

Da anni, spiega, “si moltiplicano episodi di viaggi in piedi, corse saltate” info non sempre puntuali, quindi “garanzia zero di arrivare ogni giorno in orario sul posto di lavoro” sottolinea tra le altre cose la pendolare. Valentina propone inoltre di prevedere un percorso alternativo per l’ingresso a Bari, città “interessata da più di un anno ormai da lavori su via Amendola”.

“Lascio alla vostra immaginazione cosa succede con l’avvicinarsi delle festività natalizie – chiude la lettera –
Ora, sappiamo che nessun lavoro è semplice. Soprattutto quando si deve lottare con la “spending review”, anche se FSE ha assunto nuove persone e comprato nuovi autobus. Capiamo tutte le difficoltà oggettive” dice Valentina che a gran voce auspica miglioramenti…