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Cottarelli: il reddito di cittadinanza non produrrà crescita

Pubblicato | da Michele Tursi

“Il reddito di cittadinanza è un’azione di assistenza che può anche essere giustificata, ma non è provvedimento che genererà crescita nel Mezzogiorno. Affinchè ci sia crescita bisogna fare investimenti in capitale fisico, infrastrutture, ma molto anche in capitale umano. Credo che ci sia necessità di migliorare la qualità della pubblica istruzione al Sud per costruire un maggiore capitale umano”.

Questa l’opinone di Carlo Cottarelli, l’uomo della spending review, autore del libro “I sette peccati capitali dell’economia italiana”, presentato nell’aula magna del polo universitario ionico, in via Duomo, a Taranto. L’iniziativa è stata organizzata dalla Bcc di San Marzano, in collaborazione con il Festival del Libro Possibile e con il patrocinio dell’Università degli Studi di Bari – Dipartimento Jonico in Sistemi Giuridici ed Economici del Mediterraneo: Società, Ambiente, Culture.

L’aula magna del Polo Universitario Ionico (foto la Ringhiera)

A fare gli onori di casa è stato proprio il magnifico rettore dell’Università di Bari Antonio Felice Uricchio. Sono intervenuti il direttore generale della Bcc San Marzano Emanuele Di Palma, la direttrice del “Libro Possibile” Rossella Santoro. Un breve saluto è stato portato, infine, dal presidente della Provincia di Taranto Giovanni Gugliotti.

La conversazione ha seguito il filo conduttore del libro. Il sistema economico italiano, dice in sostanza Cottarelli, è gravemente malato ed è afflitto da sette peccati capitali. La nota positiva è che risolvendone uno, contemporaneamente decadono altri “peccati” dell’economia.  “Ma questo può essere anche un guaio – ha avvertito l’economista – perchè se non ne risolvi uno è difficile venire a capo anche degli altri problemi. Occorre attivare un circolo virtuoso. Gli esempi sono tanti: se riduco l’evasione fiscale ho più risorse per erogare sussidi alla natalità e risolvere il problema demografico; se la giustizia è più rapida, si combatte più efficacemente la corruzione”. Ecco l’intervista.