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Coronavirus, emergenza economica: cosa dovrà contenere il decreto del Governo per famiglie e imprese

Pubblicato | da Redazione

Oltre ai pericoli per la salute, il coronavirus sta comportando una crisi recessiva senza precedenti. Il dottore commercialista Fabio Rizzo (Studio Rizzo), in questo contributo, esamina la situazione e indica alcune possibili misure anti-recessione. 

“L’agenzia di rating “CERVED” ha appena pubblicato l’analisi dell’impatto del corona virus sull’economia italiana palesando una media del rischio di default del 4,9% nel breve periodo e del 10,4% nel lungo periodo. Nel dettaglio le imprese a rischio chiusura aumenterebbero dell’8% nel caso di contenimento del COVID19 per arrivare a un rischio apri al 26% nel caso di una pandemia.

Le conseguenze per il tessuto economico italiano e internazionale sarebbero molteplici a partire dal merito creditizio bancario e dall’innalzamento del livello di indebitamento finanziario delle aziende, già minate nei settori più colpiti: turismo e manifatturiero. Il crollo della marginalità nel giro dei primi giorni di marzo palesa un quadro allarmante anche nel tessile e nei trasporti. Un impatto che sta già costringendo le aziende a ferie e congedi forzati.

Prima che l’economia collassi sarebbe necessario adottare misure urgenti:
1. Interrompere il pagamento delle bollette dell’energia elettrica, del gas e del telefono;
2. Interrompere il pagamento della Tari, della Tasi e dell’Imu nel 2020;
3. Interrompere il pagamento dei contributi previdenziali del 2020;
4. Interrompere il pagamento delle imposte erariali correnti del 2020;
5. Sospendere il pagamento dei contributi previdenziali e infortunistici relativi al 2019;
6. Sospendere il pagamento delle imposte erariali relative al 2019;
7. Moratoria delle rateazioni e delle rottamazioni in corso;
8. Adozione degli ammortizzatori sociali in ogni settore.

Lo Stato potrebbe fronteggiare la copertura della spesa corrente rastrellando risorse. Ecco alcune ipotesi: 33 milioni di euro del monte premi del superenalotto;  38 miliardi di euro di fondi strutturali europei a disposizione delle Regioni.

La sospensione dei pagamenti avrebbe ripercussioni sui pagamenti dei debiti accumulati durante la fase del “restiamo a casa”, il consumo dell’energia elettrica e del gas dovrebbe essere garantito a tutti con l’annullamento delle bollette. La sospensione del pagamento della tari, della tasi, dell’imu ricadrebbe sulla posizione debitoria posticipata che renderebbe ardua la restituzione delle somme debitorie. Lo Stato dovrebbe intervenire con un sostegno finanziario reale coprendo il fabbisogno degli enti locali con le risorse disponibili fuori bilancio”.
Fabio Rizzo