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Confindustria: Taranto recuperi la sua identità storico-culturale

Pubblicato | da Redazione

Una nuova vision della città, che riparta dagli splendori del passato per
rilanciare un presente desideroso di valorizzazione.

Da questo assunto partono le valutazioni di Confindustria Taranto rispetto
all’idea di riportare alla luce l’antico anfiteatro romano. Le rovine si troverebbero nel sottosuolo in corrispondenza, in gran parte, dell’ex
mercato coperto, ora destinato a parcheggio auto.

“Un’operazione poderosa – si legge in una nota stampa di Confindustria Taranto – e degna di attenzione che convoglia entusiasmi e idee di possibile
realizzazione.

Si tratta, in tutti i casi, di un dibattito che ben si inquadra in un progetto di
rilancio più complessivo del brand della città, meritevole di un restyling
consono alle sue bellezze storiche e architettoniche e degna di un rilancio
che passi anche da operazioni di ampio respiro”.

Confindustria, comunque, è consapevole che “passare dal dibattito all’idea e quindi alla progettualità è tutt’altro che semplice, in questo come in altri casi ma con implicazioni ancor più ampie e tutt’altro che trascurabili”.

Confindustria Taranto ricorda che “il Comune di Taranto, attraverso l’assessore Occhinegro, è intervenuto, fra gli altri stakeholders, nel dibattito sul recupero dell’anfiteatro, ipotizzando di poter far rientrare un apposito progetto nel nuovo “piano di archeologia urbana” già portato avanti dalla locale amministrazione e da finanziare all’interno del Contratto Istituzionale di Sviluppo”.

“Accanto a questo – prosegue la nota stampa – dovrà viaggiare contestualmente un progetto di marketing capace di convogliare attenzioni a 360°, da quelle meramente culturali (quindi archeologiche, architettoniche, urbanistiche, storiche) ad altre di carattere più promozionale e turistico”.

“Confindustria – conclude la nota – seguirà in ogni caso da vicino questo percorso progettuale, rendendosi disponibile, all’occorrenza, per poterne diventare parte attiva in uno scenario più ampio di ridisegno dell’archeologia urbana e quindi di rilancio del sistema Taranto nella sua interezza”.