Sul Pezzo
Confindustria Taranto lancia la sfida digitale
Per quanto possa sembrare strano, solo il 52% delle famiglie pugliesi utilizza internet. Il dato è più basso della media nazionale e testimonia quanto sia ampio ancora il digital divide nella nostra regione. Non va meglio nella pubblica amministrazione. Rispetto alla disponibilità on-line dei servizi, il 94% delle Amministrazioni ha dichiarato di consentire agli utenti l’accesso a un livello base di visualizzazione e/o acquisizione di informazioni, ma solo il 19,6% prevede l’avvio e la conclusione per via telematica dell’intero iter relativo al servizio richiesto (media Italia: 33,9%).
Questi alcuni dati significativi emersi nel corso del convegno “Sinergia digitale tra Pubblica Amministrazione e mercato”, il road show Sistema Paese4.0 organizzato da Confindustria Digitale, in collaborazione con Confindustria Taranto e Puglia e con il Team per la trasformazione digitale della Presidenza del Consiglio. L’evento si è svolto nella sala Resta della Camera di commercio ionica. I lavori sono stati aperti dal saluto di Luigi Sportelli, presidente dell’ente camerale tarantino e conclusi dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Sono intervenuti Simone Piunno del Team per la trasformazione digitale, Enrico Cereda, amministratore delegato della Ibm, Agostino Santoni consigliere di Confindustria Digitale. Ha moderato Alessandro Longo, direttore di Agenda Digitale.eu.
Un confronto a più voci avviato da Vincenzo Cesareo, presidente di Confindustria Taranto. “Quella odierna – ha detto – è per noi una duplice sfida: confrontarci, come sistema delle imprese, con i processi di digitalizzazione in atto (e quindi guardare al nostro interno per capire a che punto è il nostro livello di innovazione) e mettere assieme le stelle di un’unica galassia che è la Pubblica Amministrazione”. Ma c’è un contenitore ancora più ampio nel quale agiscono pubblico e privato: le città. “Le città – ha spiegato Cesareo – sono anche laboratori di innovazione tecnologica e sviluppo sostenibile: quartieri pedonali, piste ciclabili, miglioramento della qualità dell’aria, riduzione del traffico e dell’inquinamento acustico attraverso sistemi intelligenti. Insomma, le città giocano un ruolo fondamentale nella guida alla sostenibilità”.
“Dare più qualità alle nostre città, renderle più sostenibili, meno energivore e meno inquinanti. Qualità e sostenibilità delle città sono questioni cruciali e ineludibili. A noi, attori territoriali, va il compito di attuare queste politiche di sostenibilità: indicando a quali risorse economiche far ricorso e con quali strumenti agire affinché le rendite che le città creano siano usate per fini pubblici, per migliorarne servizi, attrezzature, qualità e bellezza. Rivendicando chiarezza nei ruoli dei diversi attori privati e pubblici e l’indispensabile compito di regia di questi ultimi nel guidare le trasformazioni”.
Anche le imprese, però, sono chiamate a concorrere al cambiamento cogliendo le nuove opportunità offerte dalle nuove teconologie. “E’ importante – ha sottolineato il presidente di Confindustria Taranto – lo sviluppo delle risorse umane rispetto agli investimenti che ogni realtà imprenditoriale deciderà di affrontare: altrettanto fondamentale si presenta l’aspetto della formazione dei professionisti di domani, ovvero coloro i quali dovranno approcciare queste nuove tecnologie bypassando logiche oramai superate. Non a caso, al centro di questa nostra azione stiamo mettendo la formazione come leva indispensabile e fondamentale del cambiamento, che credo sia un tema prioritario ancor di più in vista della trasformazione digitale in atto nel Paese”.