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Comune di Taranto, il gioco delle firme pro e contro Melucci

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Tredici firme depositate da un notaio per andare a casa (e servono diciassette). Quindici firme sono pronte in calce ad  un nuovo patto di maggioranza. Sono quelle dei consiglieri dei gruppi che hanno già chiesto a Melucci di ritirare le dimissioni (ha tempo sino al 22 novembre).

C’è intanto un consigliere di Forza Italia pronto ad entrare in maggioranza (Ciraci)  ma ne servirebbe un altro per arrivare a 17. A meno di non voler pensare che Melucci intenda gestire la città appeso al suo voto determinante in aula. Tecnicamente si può fare (Stefàno spesso era il 21esimo dei 40 di allora) però la ripartenza sarebbe debole.

Ci sono poi i due consiglieri di At6, Mario e Antonella, figli dell’ex sindaco Cito che ha pubblicamente appoggiato Gugliotti… ma i due consiglieri comunali sulle dimissioni di Melucci non si sono espressi, né compaiono nella lista annunciata dal notaio. Infine, la consigliera Lupo. Su Facebook appare molto critica verso l’atteggiamento politico di entrambe le parti. Dunque, la sua posizione al momento risulta difficilmente collocabile in questo schema che prevede pro Melucci (15), contro Melucci (13), verso Melucci (1). L’interrogativo insomma, vale ancora per tre consiglieri.  Il numero magico di questo gioco al quale la città sta ancora una volta assistendo scoraggiata è 17: è il numero delle firme che servono per determinare lo scioglimento del Consiglio comunale ed è quello che indica la linea di galleggiamento per chi intende governare. Tutto, comunque, resta nelle mani di Melucci. Se non ritirasse le dimissioni, calcoli e giochi in corso sarebbero di colpo vanificati. Ma in questo caso, la città sarebbe pronta per tornare alle urne fra sette mesi?