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“Come belve feroci”, il comitato Piazza Grande discute di legalità

Pubblicato | da Redazione

Il comitato Piazza Grande di Taranto ha organizzato una riflessione sul concetto di legalità e sulla esistenza di un’economia criminale come ostacolo allo sviluppo del meridione d’Italia. L’occasione è la presentazione dell’ultimo romanzo dello scrittore manduriano Giuse Alemanno “Come belve feroci” (Las Vegas edizioni).

L’iniziativa avrà luogo sabato 22 dicembre, alle ore 10,30 a Corte Lo Jucco, a Talsano in corso Vittorio Emanuele II n. 43. Sono previsti gli interventi, oltre che dello scrittore ed ormai “ex operaio” Ilva, anche del portavoce del comitato Massimo Moretti, avvocato noto per il suo impegno ambientalista, di Lucia Pompigna lavoratrice in agricoltura, e di Maurizio Carbone, Procuratore Aggiunto presso la Procura di Taranto.

“Il Comitato Piazza Grande – spiega una nota stampa – ha l’ambizione di promuovere il ritorno a un confronto civile, democratico, pregnante, sul mondo che ci circonda e sulla società in cui viviamo con l’obiettivo di provare a costruire una società più equa e solidale di quella che c’è e di quella che purtroppo si prospetta. Il Comitato si presenta con una iniziativa insolita, come la presentazione di un romanzo, per favorire una discussione sulla realtà che ci circonda.

Taranto è una grande città del meridione d’Italia, in cui la criminalità organizzata è stata combattuta e fiaccata ma che potrebbe riorganizzarsi e tornare. È una città, come molte, in cui la vivibilità è condizionata dalla illegalità, e in cui tante risorse pubbliche sono state sperperare e depredate. C’è quindi bisogno di una forte sterzata in tutti i settori che ci porti ad una migliore vivibilità, che poi si trasforma in competitività in campo economico, in progresso sociale e opportunità di lavoro buono. Ovviamente non si proporranno ricette magiche, ma si proverà ad interrogarsi su come poter superare questo gap che ci tiene lontani dall’Europa”.

L’occasione per avviare la discussione è la presentazione del libro di Alemanno, “un romanzo – aggiunge la nota del Comitato Piazza Grande – che ha una struttura solida e che si fa leggere d’un fiato. Descrive una società che conosciamo bene. Ha il pregio di essere estremamente realistico, al limite del pulp, ma di porre comunque il lettore di fronte allo scomodo dilemma se parteggiare per il buono o per il malamente, che poi, se vogliamo è l’atteggiamento di base di una società che ha perso la bussola della legalità, come potrebbe essere quella di molte aree del sud Italia. È un romanzo quindi che in qualche modo ci descrive e porta ad interrogarci”.