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Castello, migliaia di reperti già trovati. Si continuerà a scavare nel passato di Taranto

Pubblicato | da Redazione

Ci sono migliaia di reperti da lavare, pulire, studiare e custodire.  Il restauro è al 70%, la ricerca archeologica è perpetua. C’è tanto da scoprire, tanto ancora da studiare. Il castello Aragonese è una miniera di storia sulla quale continuare ad investire sul futuro.

I tarantini dovranno ringraziare per sempre l’ammiraglio Ricci, infaticabile ed appassionato custode e manutentore della memoria racchiusa tra i torrioni dell’Aragonese. Dal 2003 ad oggi non si è mai esaurita la sua spinta propulsiva. A lui, sin dalla nomina due anni fa, si è aggiunto Salvatore Vitiello, il comandante di Marisud che ha avuto il merito di aprire il Castello alle attività sociali, sportive e culturali molto più di quanto si fosse fatto o tentato in passato. Insomma, un sottosuolo da scavare e un suolo da calpestare, entrambe le cose vivendolo questo Castello che con il ponte girevole  è il simbolo di Taranto e della sua vera, unica, vocazione storica galleggiante sui due mari: la bellezza!

Ammiraglio Ricci

Una convenzione, firmata poco fa da Marisud, Comune di Taranto e associazione Amici del Castello, renderà disponibile il prezioso tempo di un archeologo che in tal modo potrà continuare l’opera meticolosa della ricerca e della valorizzazione dei reperti.  Al Castello, non a caso, oggi alle 16 c’era anche il sindaco Melucci per validare l’operazione civica e culturale.