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Bonifiche a Tamburi, arriva il ministro Giannini. Lettera aperta di Peacelink

Pubblicato | da Redazione

A luglio il presidente del consiglio l’aveva ipotizzato durante la sua visita a Taranto per l’inaugurazione della nuova sezione del museo MarTa. Oggi, a distanza di più di tre mesi, alle 15,00 il Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Sen. Stefania Giannini, visiterà le scuole del quartiere Tamburi di Taranto (Deledda, Vico, Gabelli, Giusti, De Carolis) oggetto di riqualificazione nell’ambito del programma di bonifiche a cura del Commissario Straordinario Vera Corbelli .

L’incontro, organizzato dal Commissario Straordinario, con la condivisione e partecipazione delle Dirigenti Scolastiche, Professoressa Maria Paola Scorza e Professoressa Elisabetta Scalera, e dell’Amministrazione Comunale di Taranto, vedrà la presenza di tutte le Istituzioni Pubbliche e dei Soggetti privati interessati.
Il  Ministro, alle 15.00, sarà accolto dal Prefetto di Taranto Umberto Guidato, dal Vicesindaco di Taranto Lucio Lonoce, dall’Arcivescovo Mons. Filippo Santoro, dal Commissario Straordinario Vera Corbelli, dal Dirigente Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia Anna Cammalleri, dai rappresentanti dell’Amministrazione Comunale, dalle altre autorità civili e militari, nel plesso G.B. Vico dell’XI Circolo Didattico di Taranto, nella quale gli alunni hanno organizzato la rappresentazione di alcune attività di laboratorio.

La visita proseguirà presso la Scuola Giusti nella quale il Signor Ministro assisterà anche alla proiezione di un cortometraggio sulle scuole oggetto degli interventi. Nel corso dell’incontro, l’Amministrazione Comunale ed il Commissario Straordinario, illustreranno i lavori svolti e soprattutto i risultati ottenuti che hanno consentito una maggiore vivibilità delle strutture e degli spazi da parte degli alunni nonché una ottimizzazione delle attività scolastiche.

Fin qui il programma ufficiale della visita in occasione della quale PeaceLink  ha rivolto una lettera aperta al ministro. Nel documento, firmato da Antonia Battaglia, Fulvia Gravame, Luciano Manna e Alessandro Marescotti sono riportate undici cose di Taranto che non sono state dette al rappresentante del governo.

Eccole elencate: 1) Agli studenti delle scuole medie superiori nel 2013 è stato vietato di trasferirsi nel quartiere Tamburi per i rischi ambientali.

2) Nonostante i ragazzi da 14 anni in su non possano frequentare le scuole dei Tamburi (per ordine della Provincia, precisamente del Commissario nel 2013), i bambini dai 14 anni in giù (con il consenso del Comune) la possono frequentare. Ciò che è giudicato pericoloso per i ragazzi non lo è per i bambini. Giudichi lei e ci dica cosa ne pensa.

3) Per evitare l’inquinamento la ASL di Taranto ha scritto che è preferibile cambiare l’aria nelle abitazioni fra le ore 12 e le ore 18. Questa è la linea guida della ASL per tutelare i bambini. In teoria quindi l’aerazione delle aule dovrebbe avvenire dopo le ore 12 e non prima. Giudichi lei e ci dica cosa ne pensa.

4) Ogni volta che si fa un’assemblea di genitori in una classe c’è almeno una persona che soffre in silenzio. Infatti nel quartiere Tamburi una persona ogni 18 abitanti ha un tumore. E’ un dato deducibile dai tanti che hanno il “codice 048” che significa “diagnosi di cancro”. Quanto soffrono i bambini? Giudichi lei e ci dica cosa ne pensa.

5) Durante i Wind Days (i giorni in cui il vento viene dall’area industriale) il rischio di ictus e infarti mortali aumenta nei quartiere Tamburi. E’ tutto documentato in uno studio epidemiologico del Centro Ambiente e Salute della Regione Puglia. Giudichi lei e ci dica cosa ne pensa.

6) A Taranto l’incidenza dei tumori infantili è del 54% superiore rispetto alla media regionale. Lo dice lo studio Sentieri. Ci sono bambini nati con un tumore alla prostata, altri con due tumori, a entrambi i reni. Nel sangue dei bambini c’è piombo. Nel latte delle mamme c’è diossina. Giudichi lei e ci dica cosa ne pensa.

7) Attorno all’ILVA per la diossina è vietato il pascolo libero nei terreni incolti per un raggio di 20 chilometri per ordine della Regione Puglia. E sono vietate le cozze del primo seno del Mar Piccolo, lo specchio d’acqua su cui si affaccia il quartiere Tamburi. Per anni ci avevano detto che era tutto sotto controllo e che la situazione migliorava. Giudichi lei e ci dica cosa ne pensa.

8) Nel quartiere Tamburi i giardinetti sono così contaminati che è vietato ai bambini toccare la terra. Non sono stati bonificati. Giudichi lei e ci dica cosa ne pensa.

9) Le acque della falda superficiale e di quella profonda sotto l’ILVA risultano contaminate dai metalli pesanti oltre i limiti di legge. E continuano a defluire verso il mare. I pozzi sono avvelenati. Attualmente non vi è alcuna messa in sicurezza d’emergenza della falda, come la legge prescrive. Giudichi lei e ci dica cosa ne pensa.

10) Ogni anno a Taranto si perdono 1340 anni di vita rispetto alla media regionale perchè gli anziani muoiono prima. Molti bambini che lei vedrà hanno perso i nonni prima di quanto accade nel resto della Puglia. L’aggiornamento dello studio epidemiologico coordinato dal dottor Francesco Forastiere, presentato alcune settimane fa fornisce dati sanitari gravissimi. Lo “Studio di coorte sugli effetti delle esposizioni ambientali ed occupazionali sulla morbosità e mortalità della popolazione residente a Taranto” conferma che dopo i decreti salva-Ilva la gente ha continuato a morire e ad ammalarsi oltre la media regionale. I dati arrivano al 2014 e dimostrano che tutte le rassicurazioni fornite allora si basavano sulla propaganda e non sulla scienza. Nessuno studio epidemiologico, per quanto aggiornato, fornisce oggi una situazione accettabile. Lo “Studio Forastiere” ha fornito un ulteriore dato drammatico. Infatti i bambini del quartiere Tamburi finiscono più spesso in ospedale se sono residenti a Tamburi. +24%. I bambini che lei vedrà si ammalano di più degli altri. Giudichi lei e ci dica cosa ne pensa.

11) E’ bene che lei sappia infine un’ultima cosa: il quartiere Tamburi è nato PRIMA dell’acciaieria. Vi sono stati uomini di governo che hanno detto il contrario, e i cittadini si sono sentiti offesi. Si sono sentiti colpevolizzati come se avessero costruito abusivamente le loro case accanto alla fabbrica mentre è stata la fabbrica a sorgere vicino alle case. Le case esistevano prima dell’acciaieria e sono state costruite dallo Stato negli anni Cinquanta (e anche prima) con i programmi di edilizia popolare. Eppure periodicamente la “bugia seriale” rispunta. Perché? Giudichi lei e ci dica cosa ne pensa.