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Bonelli rilancia la No Tax Area. TarantoResipra: chiarezza sui valori di diossina

Pubblicato | da Redazione

“Taranto è una delle città italiane che sono state sfregiate dall’industria pubblica e privata. La creazione di una No Tax Area è il modo per risarcire le popolazioni locali e rilanciare l’economia e restiamo interdetti nello scoprire dai media nazionali che il Governo sta valutando la fattibilità di crearne due, a Milano e a Bagnoli, per attirare multinazionali che probabilmente intendono spostare gli uffici di Londra verso un Paese rimasto nell’Unione europea”.

Lo affermano Angelo Bonelli e la federazione dei Verdi di Taranto i quali ricordano che “la No Tax Area era prevista già nel programma della coalizione di liste civiche ed ecologiste “Taranto respira” candidatasi alle amministrative 2012 e in tutte le proposte successive e per questo chiediamo al Governo di inserire anche la nostra città nei siti destinatari di interventi di fiscalità agevolata. L’Unione europea li può autorizzare su proposta del governo interessato e nel rispetto di due limiti: uno temporale e l’altro territoriale”.

La proposta di Bonelli e dei Verdi è rivolta al presidente del consiglio Matteo Renzi. “Torniamo a chiedere la No Tax Area – affermano – con riferimento al territorio cittadino di Taranto e per una durata di cinque anni, prorogabile a dieci, per creare le condizioni per attrarre investimenti internazionali utili a creare nuovi posti di lavoro che compenserebbero, anche se solo in parte, i gravi danni ambientali e di perdita di chances provocati dalle industrie di Stato e non negli ultimi 50 anni. Nel momento in cui il Parlamento sta convertendo in legge il decimo decreto che da una spallata all’ordinamento giuridico, ci sembra poco seria l’ipotesi di creare due no tax area altrove, mentre qui l’economia muore”.

I Verdi, infine, sottolineano che anche il “Governatore della Puglia può richiedere alla Presidenza del Consiglio del ministri e a quella della Commissione europea di attivare quanto prima il regime della “No Tax Area” per Taranto, poiché creerebbe opportunità che Taranto non può perdere”.

E restando sul fronte ambientalista, il movimento civico  Tarantorespira esprime profonda preoccupazione per i dati presentati da Arpa lo scorso 23 giugno presso la VIII e X Commissione della Camera inerenti ai picchi anomali di diossine rilevati dal deposimetro di via Orsini e riferiti al periodo tra novembre 2014 e febbraio 2015. “Da quanto si evince dalle conclusioni della relazione di Arpa – si legge in una nota a firma dei cooportavoce Vittoria Orlando e Giovanni Carbotti –  la diossina proverrebbe dalla matrice suolo e sarebbe stata sollevata a causa di particolari condizioni ambientali che potrebbero ripetersi”.

Tarantorespira chiede al Direttore dell’Arpa facente funzione Massimo Blonda e al Sindaco di Taranto Ippazio Stefano:  se la contaminazione del suolo sia recente o se derivi da sedimentazioni di diossine degli anni passati; se possa essere messa in relazione alle operazioni di bonifiche in atto al Quartiere Tamburi;
se vi sia stato e se vi potrà essere pericolo di inalazione di diossine da parte della popolazione; se si renderanno noti i dati delle caratterizzazioni di tutto il Quartiere Tamburi; se non sia il caso di chiedere l’inclusione di tutto il Quartiere Tamburi nell’area SIN;  se non debba essere allertata la popolazione sul pericolo specifico legato alla contaminazione del suolo;  se vi siano altri contaminanti nei suoli del Quartiere Tamburi le cui concentrazioni superino i livelli di attenzione”.

Secondo Orlando e Carbotti “non è più tollerabile che dati così preoccupanti sembrerebbero quasi minimizzati da chi è preposto alla difesa di questo territorio e alla tutela dei suoi cittadini ed esigiamo, come di diritto in un paese civile, che la verità emerga in tutta la sua interezza”.