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Boc, la Cassazione annulla il prestito; Il Comune di Taranto dovrà restituire il capitale ma ci sarebbe una via d’uscita…

Pubblicato | da Angelo Di Leo

La Cassazione annulla tutto. Quel prestito del 2004, 250 milioni più interessi, non è valido. E come logica e norme impongono, al creditore va restituiti il capitale al netto degli interessi che ovviamente non possono maturare più. Fu il prefetto blonda a ricorrere alla magistratura, dopo aver dichiarato dissesto il 17 ottobre 2006. Anche se la restituzione potrebbe esere evitata, secondo alcune intepretazioni che tecnici e legali proprio in queste ore stanno fornendo.

Si chiama Soluti retentio (Codice Civile art. 2035). L’espressione indica il diritto di trattenere la prestazione che sia stata spontaneamente adempiuta dal debitore capace di agire, il quale pertanto non può ottenere la restituzione. “Questo diritto può essere fatto valere solo quando si tratti di prestazioni fatte in esecuzione di doveri morali o sociali – si legge da più parti, ovvero testi e siti specializzati  – per le quali nessuna norma di legge esige l’adempimento (c.d. obbligazioni naturali). Quindi, in caso di inadempimento da parte del debitore, il creditore non ha il diritto di agire in giudizio per pretendere l’adempimento dell’obbligo“. Una possibilità che rcancellerebbe il debito del Comune di Taranto, quindi, e per la quale pare che il parere della Cassazione abbia aperto uno squarcio.

In caso contrario,  il Comune di Taranto dovrà mettere a bilancio il piano di ammortamento delle quote da restituire alla banca. La vicenda è nata con la Giunta Di Bello, si è trascinata (tra polemiche e interpretazioni controverse su come gestirla…) nei dieci anni della Giunta Stefàno, e adesso piomba sulla giunta Melucci che dovrà attendere il giudizio finale della Corte d’appello, a cui la cassazione rimanda il merito della vicenda, per capire come dover restituire poco meno di 200 milioni che resterebbero da pagare alla banca.

Quando il compianto prefetto di Cisternino dichiarò dissesto, si disse e si scrisse immediatamente come il prestito Boc rappresentasse il macigno del crac municipale tarantino. Un peso che si sarebbe trascinato per anni… e infatti.

‘Amministrazione Comunale accoglie con soddisfazione la pronuncia della Cassazione sui cosiddetti BOC, che apre scenari rosei fino a poco fa inimmaginabili – commentano da Palazzo di Città attraverso una nota dell’Ufficio Stampa –  Ora si può attendere con serenità la decisione prossima della Corte d’Appello di Lecce, a cui la stessa Cassazione ha rinviato, che sarà chiamata, finalmente, a pronunciarsi sulla nullità del rapporto e della negoziazione. Nel frattempo, in coordinamento con l’Osl, amministratori e dirigenti hanno già predisposto nelle ultime settimane un dettagliato piano di estinzione dell’intera procedura di dissesto economico, che ha previsto ab origine diverse declinazioni, proprio per recepire debitamente le possibili risultanze della sentenza.
La previsione è che, di intesa con la struttura del Viminale, entro pochi mesi Taranto possa lasciarsi alle spalle un dissesto più che decennale che ha segnato tanto negativamente lo sviluppo della nostra città. Insieme con le delicate questioni in via di risoluzione anche presso il Mef, si trattava di una delle assolute priorità della Giunta Melucci, foriera di ulteriori ripartenze dell’intera macchina amministrativa. Il sindaco, già nella serata di ieri, ha formalmente e con emozione ringraziato tutti i propri collaboratori per questo risultato che si avvicina a meno di 90 giorni dal completo insediamento della compagine amministrativa” si legge infine nella nota del Palazzo muinicipale.

L’ORDINANZA DELLA CASSAZIONE DEPOSITATA IERI 

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