Elezioni 2017, Piani Alti
Bitetti: Pd, dovevi pensarci prima. Nessun passo indietro
Bitetti ha sette liste al suo fianco. Non compie alcun passo indietro. Emiliano da giorni sta tentando di convincere lui, Capriulo, probabilmente anche Brandimarte e Sebastio. Il centrosinistra disunito è un centrosinistra perdente. Così come il fronte ambientalista… che anche (o soprattutto) nel centrosinistra pesca. la discesa in campo del CinqueStelle e l’imminente annuncio di Cito (candidato sindaco suo figlio Mario) fanno pensare che la torta del consenso sia davvero piccola per così tante frazioni da calcolare.
Sembra però che a riflettere sulla opportunità di aggregarsi alla squadra di Melucci, in queste ore, sia soltanto Dante Capriulo, dunque lo stesso consigliere regionale Gianni Liviano. mancano però comunicazioni ufficiali in tal senso, così come va detto che mancano smentite sulle voci circolanti e pubblicate negli ultimi tre giorni.
Intanto, Piero Bitetti parla chiaro e dice che del Pd che ha rifiutato le primarie e ha puntato su un candidato esterno non ne vuole sapere (Bitetti, del resto dal Pd è stato anche espulso per aver avviato un percorso elettorale autonomo).
Il documento di Piero Bitetti
Non intendo fare alcun passo indietro : non ritirerò la mia candidatura a Sindaco di Taranto e manterrò fede al progetto politico che abbiamo costruito e che ad oggi è sostenuto da ben sette liste ed oltre 200 candidati. Non tradirei mai questi ultimi e la fiducia che hanno riposto nei miei confronti e nei confronti del programma amministrativo con il quale ci candidiamo a guidare la città di Taranto. Non meriterebbero un mio cambio di rotta.
Nel segno della coerenza e della dignità che hanno sempre illuminato il mio percorso politico, continuo a lavorare al mio progetto di vero cambiamento per la città, forte del sostegno di una coalizione, nella quale è confluito uno spaccato della società tarantina: mondo dell’impresa, delle professioni, del commercio, dell’università , dell’editoria ,della cultura e dell’associazionismo giovanile. Un vero e proprio movimento civile al quale si sono aggiunti Rivoluzione Cristiana e Partito dei Pensionati.
Le beghe di partito a questo punto non mi interessano. I fatti degli ultimi mesi che hanno portato alla frammentazione del Pd sono noti: è stato il gruppo dirigente locale del Partito a rifiutare le primarie e ad individuare un candidato interno che rappresentasse la sintesi e l’unità.
Unità che solo ora il Pd tarantino evoca, nonostante il sottoscritto, proprio in nome dell’unità, avesse fatto un passo indietro in favore della candidatura di Gianni Azzaro.
Non è più dunque il tempo degli appelli e dei richiami .
Ora, saranno gli elettori a giudicare perché come sosteneva Paolo Borsellino : “Il cambiamento si fa dentro la cabina elettorale con la matita in mano”.