Salute
Biomonitoraggio, arsenico sopra i limiti tra gli operai Ilva di Taranto
I lavoratori dell’Ilva di Taranto sono stati sottoposti al biomonitoraggio dei metalli pesanti. La Fiom Cgil ha chiesto di acquisire la relazione finale dello studio. Qualche giorno fa gli è stato consegnato il rapporto tecnico elaborato dal prof. Soleo, ma secondo i metalmeccanici della Cgil i dati presentati non sono esaustivi.
A destare preoccupazione sono una serie di elementi, uno dei quali particolarmente allarmante. Nella valutazione sull’arsenico sono stati rilevati 24 superamenti dell’indicatore biologico di esposizione(Bei) e dei valori di riferimento. “La relazione tecnica – scrivono in una nota Francesco Brigati, Fabio Boccuni e Vincenzo Vestita – specifica la possibile relazione tra il consumo di alimenti che contengono composti arsenicali, ma non esamina altri elementi essenziali, quali il reparto di appartenenza”.
In linea generale, secondo la Fiom, “il rapporto tecnico non mostra in maniera puntuale i risultati rilevati dal biomonitoraggio, ma si limita a fornire risultati e considerazioni generali omettendo di evidenziare eventuali differenze tra i vari reparti analizzati e i risultati di dettaglio dei singoli metalli pesanti sui lavoratori monitorati. Né si evidenzia una differenza sostanziale nella presentazione dei risultati, tra i metalli pesanti considerati tossici e quelli inseriti nel gruppo I dallo Iarc (l’agenzia internazionale per la ricerca sul cancro, ndr)”.
“Mancano, inoltre – evidenzia la Fiom Cgil – le tabelle ed i grafici esplicativi dei risultati finali esposti nel rapporto tecnico, completi di tutti i parametri considerati e suddivisi per gruppi di studio analizzati, lavoratori potenzialmente esposti e gruppo di controllo, per fornire evidenza oggettiva dei risultati presentati. Nella valutazione dell’indicatore biologico di esposizione non è stato considerato se i lavoratori assorbono più metalli della popolazione generale; il rapporto tecnico si limita infatti a precisare che i lavoratori hanno valori inferiori al limite soglia previsto per i lavoratori esposti e potenzialmente esposti”.
Per questi motivi Brigati, Boccuni e Vestita ritengono “insufficiente il rapporto tecnico consegnato alle organizzazioni sindacali al fine di verificare la reale esposizione dei lavoratori ai metalli pesanti. Si richiede pertanto una relazione esaustiva del biomonitoraggio effettuato sui lavoratori Ilva”.