Bersagliere di Castellaneta morì in un campo di prigionia in Siberia, dopo 70 anni torna in Italia la sua piastrina

Bersagliere di Castellaneta morì in un campo di prigionia in Siberia, dopo 70 anni torna in Italia la sua piastrina

Il bersagliere Vincenzo Cassano, di Castellaneta (Taranto), partì per il fronte Orientale a luglio del 1942. Dopo aver partecipato alla cruenta battaglia di Stalingrado, morì in un campo di prigionia in Siberia a gennaio del 1943. Dopo 70 anni, la piastrina di riconoscimento del bersagliere sarà consegnata alla figlia Angela.


La cerimonia si terrà l’11 luglio a Castellaneta. Vi prenderanno parte le massime autorità civili, religiose e militari, tra cui il Prefetto di Taranto Demetrio Martino, il Vescovo della Diocesi di Castellaneta S.E.R. Claudio Maniago e il Presidente della Provincia di Taranto Giovanni Gugliotti.



“La piastrina del bersagliere – spiega una nota stampa – è stata ritrovata a distanza di 70 anni dalla tragica ritirata di Russia, nei pressi della città di Kalmykov, in Russia, teatro di un attacco cruenti ai nostri militari in ritirata nel tragico inverno del 42, da ricercatori russi in contatto con il gruppo di studi italiano “rmir, il ritorno dall’oblio.

Da qui, è partito un encomiabile serie di studi e ricerche guidata dalla sezione di Taranto dell’Associazione Nazionale Bersaglieri, che hanno consentito con successo di contattare l’unica figlia del Cassano, la signora Angela, residente da tempo a Torino, e ad organizzare, con l’Amministrazione comunale di Castellaneta, una cerimonia di commemorazione con la consegna della piastrina ai familiari”. (CREDITS: la foto a supporto di questo articolo è tratta dalla pagina Facebook dell’Associazione Nazionale Bersaglieri)


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