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Benessere e salute, le città dei 15 minuti

Pubblicato | da Redazione

Le città cambiano. E dovrebbero farlo mettendo al centro le esigenze dei cittadini. Purtroppo, questo non sempre avviene.

Un nuovo modello a cui diverse città italiane guardano con interesse è quello della “città dei 15 minuti”. Di che cosa si tratta? Di realtà urbane che mettono al centro il cittadino e i suoi bisogni.

E, in particolare: la vicinanza ai servizi fondamentali, il tempo “liberato” dai vincoli degli spostamenti quotidiani casa-lavoro e del traffico; le relazioni, le amicizie, gli affetti, la creatività.

Il Dipartimento di Innovazione territoriale dell’Università La Sorbona di Parigi ha proposto un modello di città di questo tipo che è stato adottato dal sindaco di Parigi.

Lo scopo è che ogni cittadino possa svolgere, alla distanza di un quarto d’ora dalla propria abitazione, sei funzioni sociali urbane fondamentali: vivere, lavorare, rifornirsi/acquistare beni, curarsi, apprendere, godere del proprio tempo libero.

La città dei 15 minuti prevede, quindi, la diffusione di servizi di prossimità, in un contesto di integrazione e di incentivazione della micro-mobilità leggera per muoversi e raggiungere le destinazioni.

Questo modello è nato in periodo ante-covid. La pandemia, probabilmente, cambierà radicalmente le nostre abitudini. Ma il tentativo di Parigi resta, comunque, un riferimento per le future politiche di espansione urbana.

Questi cenni, su una materia ben più ampia, sono tratti da quanto scritto da Maddalena Bavazzano sul sito del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente cui fanno capo le varie Agenzie per la protezione ambientale e Ispra. Ecco il link per approfondire il tema delle città dei 15 minuti