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Baseball, i Tritons rischiano l’esilio a Matino: il campo comunale di Tramontone non omologato
Baseball, il campo comunale di Tramontone non può ospitare le partite ufficiali. Gli interventi necessari adesso si fanno urgenti, i Tritons Taranto si appellano al Comune.
“Questa brutta notizia giunge a poco più di un mese dall’apertura delle competizioni federali – scrivono con rammarico dalla società ionica – ma questa tegola non sorprende più di tanto gli ambienti vicini alla squadra rossoblu. Da anni, infatti, quell’impianto da calcio di periferia viene riadattato temporaneamente, gioco forza, allo sport delle quattro basi in tutte le occasioni agonistiche della stagione”.
Lo sforzo di tesserati e società per l’adattamento domenicale non basta più. La FIBS chiede ora interventi strutturali di adeguamento del campo di Tramontone, pena l’esclusione o un intero campionato da esiliati e trasfertisti. “La mancanza di una struttura dedicata al baseball a Taranto – ricordqano i Tritons – un unicum che caratterizza in maniera negativa la nostra città in Italia, è ben nota. Il tanto agognato diamante appare molto lontano dal cominciare a risplendere, nonostante a più riprese ed a intervalli più o meno regolari da Palazzo di Città arrivino rassicurazioni a riguardo. Ora la situazione è più che mai di pressante urgenza”. La Cibs, per poter omologare il Tramontone, chiede degli accorgimenti affinché il diamante improvvisato sul campo da calcio in terra battuta possa perlomeno garantire alcuni requisiti minimi in termini di dimensioni e sicurezza. “Incontrare tali requisiti permetterebbe di giocare in deroga il campionato nazionale di Serie C, per il quale i Tritons si preparano da lungo tempo. A grandi linee – si legge nel documento della società sportiva – si richiede: un adeguamento del backstop, ovvero una rete di protezione dietro il piatto di casa base, una recinzione perimetrale intorno al campo esterno, dugout (panchine) adeguati al gioco del baseball. Le richieste giunte alla società tarantina tengono conto anche del fatto che, trattandosi di un campo da calcio, le implementazioni possono essere fatte con strutture mobili per non inficiare la pratica del calcio. “Prima o poi doveva succedere – tuona il presidente Maggio – il livello del gioco in Puglia è in forte crescita e le strutture in cui si giocano le partite richiedono degli standard sempre più alti. In questi anni abbiamo ottenuto sempre delle deroghe dalla FIBS, ma adesso da Roma chiedono un salto di qualità, una città come Taranto prima o poi dovrà affrontare in maniera organica questa vicenda, infatti l’eventuale omologazione sarebbe in deroga per la sola serie C, una eventuale promozione in B non ci permetterebbe di giocare in casa”
Lunedì scorso i Tritons hanno inviato una pec allegando la lettera della commissione impianti, la missiva è stata spedita alla Direzione Cultura e Sport del Comune di Taranto, ed ha avviato un dialogo con i tecnici del comune che si occupano di impiantistica sportiva”. “Siamo convinti che il sindaco Melucci saprà garantirci il diritto di poter giocare a Taranto le nostre partite casalinghe – chiude il vicepresidente dei Tritons, Andrea Albanese – si tratta alla fine di un lavoro di piccolo conto per un Comune come quello di Taranto, almeno per ora la federazione ci chiede uno sforzo poco oneroso. Quello che conta ed è fondamentale è il fattore tempo, il campionato infatti dovrebbe iniziare il 19 aprile. Vorremmo tutti evitare – continua Albanese – la soluzione, piuttosto umiliante e impegnativa, di giocare le partite casalinghe a Matino nel diamante (vero) Delle Castelle. Ringraziamo il presidente del Matino, Fabio Corsano, per la vicinanza e per la pronta disponibilità, ma speriamo proprio non si arrivi a tanto”.