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Bari, Brindisi, Taranto… che succede al traffico aereo in Puglia?

Pubblicato | da Michele Tursi

Che succede al traffico aeroportuale in Puglia? Dopo anni di inarrestabile ascesa alimentata dagli accordi milionari con Ryanair, l’andamento dei passeggeri registra uno stop nello scalo di Brindisi. A renderlo noto è Aeroporti di Puglia con il bilancio del primo trimestre del 2017. Bilancio sul quale non possono aver influito le decisioni assunte a fine marzo dalla compagnia irlandese che ha cancellato una coppia di voli Bari/Roma – Brindisi /Roma. Ufficialmente il taglio è stato motivato con il basso indice di riempimento degli aeromobili, di fatto, però, sarebbe stato adottato a causa dell’incremento del 14% dei costi aeroportuali su Fiumicino e Ciampino.

Per il nuovo consiglio di amministrazione di AdP il mandato comincia in salita, senza dimenticare che sullo sfondo resta in piedi la privatizzazione della società, attualmente controllata dalla Regione Puglia. Per questo il cda, dopo i primi due consigli di amministrazione di insediamento, ha deciso di avviare un tour negli scali regionali. In ogni sede si svolgerà un consiglio di amministrazione. Lo scopo è quello di conoscere meglio le strutture amministrate, i  punti di forza, i punti deboli, le potenzialità e le occasioni di sviluppo. Sarà data priorità agli scali cosiddetti minori, cioè Taranto e Foggia. Attendiamo sviluppi.
Di seguito la nota stampa di Aeroporti di Puglia sull’andamento del primo trimestre 2017.b “L’avvio del 2017 per gli aeroporti pugliesi si segnala per il buon risultato raggiunto, a livello di rete regionale, dal traffico passeggeri. Un risultato positivo se si considera l’incidenza di fattori esterni – su tutti le pessime condizioni meteo d’inizio gennaio – che hanno comunque inciso sul dato finale. Nel primo trimestre dell’anno il totale dei passeggeri in arrivo e partenza da/per gli aeroporti di Bari e Brindisi è stato di 1.309.461 unità, il 2,9% in più rispetto allo stesso periodo del 2016, quando i passeggeri erano stati 1.272.002. Sempre a livello di rete aeroportuale, segno positivo per il traffico di linea internazionale che con 315.544 passeggeri, 26.439 in più rispetto ai 289.105 dei primi tre mesi 2016, si attesta a un +9,1%.

 

In leggera flessione il dato dell’Aeroporto del Salento di Brindisi che segna un -4,1% del traffico passeggeri, passati da 432.889 (gennaio/marzo 2016) a 414.944 (gennaio/marzo 2017). Di questi, 53.045 sono stati i passeggeri di linea internazionale (-11,2%) e 361.116 (-3%) quelli di linea nazionale. Il dato del trimestre sconta, come si diceva, le numerose cancellazioni provocate dall’emergenza neve dei primi di gennaio e dagli scioperi che hanno interessato nel periodo il comparto, e una riduzione dell’offerta posti, a parità di destinazioni, su alcuni collegamenti quali ad esempio il Milano Linate di Alitalia (-35% di posti offerti). Questo trend, tuttavia, si avvia a migliorare con il previsto arrivo di tre nuovi vettori, Etihad Regional, Eurowings e British Airways, che nella stagione estiva avvieranno collegamenti per Lugano, Vienna e Londra. Il dato di Brindisi è compensato dall’avvio del “Karol Wojtyla” di Bari. Nel primo trimestre 2017 il totale (arrivi e partenze) è stato di 894.517 passeggeri, in crescita del 6,6% rispetto allo stesso periodo 2016 quando il consuntivo era stato di 839.113. Se il dato aggregato della linea si attesta a un +6,8%, migliore è il dato riferito alla linea internazionale che passa dai 229.373 passeggeri dei primi tre mesi del 2016 ai 262.499 del 2017, con un incremento del +14,4%; più contenuta (+3,9%) la crescita del traffico di linea nazionale: 602.919 i passeggeri del 2016 a fronte dei 626.167 del consuntivo al 31 marzo scorso”.