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Barbagallo (Uil): insoddisfacente il decimo decreto Ilva

Pubblicato | da Michele Tursi

La Uil boccia il decimo decreto Ilva. Una bocciatura netta, su tutta la linea: rispetto dell’Aia, allungamento dei tempi di vendita, immunità per chi acquista, ribadita dal segretario generale nazionale Carmelo Barbagallo (vedi video intervista). Il sindacalista ha concluso l’incontro organizzato dalla Uil di Taranto per fare il punto sulle vertenze territoriale. Tre su tutte: Ilva, porto, Eni. “C’è una quarta emergenza e si chiama sanità – ha detto il segretario generale della Uil ionica, Giancarlo Turi – e sarà al centro di una specifica iniziativa in programma a luglio”.

Antonio Talò, segretario generale della Uilm ha lanciato l’allarme. “Con il decimo decreto – ha detto – abbiamo la sensazione che il Governo, già in difficoltà sulla questione Ilva, ora abbia perso del tutto il bandolo della matassa. Grazie a questo provvedimento i nuovi proprietari avranno mano libera su tutto: piano ambientale, politiche industriali, livelli occupazionali. E’ scandaloso estendere ai futuri acquirenti l’immunità già concessa ai commissari”. Intanto, la situazione nello stabilimento di Taranto si fa sempre più difficile “le risorse finanziarie disponibili stanno per finire”, avverte Talò, che invita il Governo “ad una presenza più forte in termini di garanzia ma anche con una partecipazione massiccia di Cassa depositi e prestiti alla cordata che rileverà il gruppo siderurgico che è bene sia italiana visto che Mittal ha già fatto sapere di non voler andare oltre una produzione di 6 milioni di tonnellate annue con conseguente riduzione del personale”.

Sul porto si è soffermato Carmelo Sasso, segretario generale della Uiltrasporti. “Siamo nella fase più delicata per il futuro del nostro scalo marittimo – ha detto – perchè una serie di interventi stanno per completarsi o per essere finalmente avviati. A breve saranno consegnati i primi 600 metri di banchina del molo polisettoriale ed entro gennaio del 2017 sarà ultimato anche il secondo lotto; se non ci saranno intoppi a settembre cominceranno i dragaggi per portare i fondali a 16,5 metri”. Il vero nodo resta però quello dei 530 ex dipendenti Tct per i quali il prossimo 11 settembre scadrà irrevocabilmente la cassa integrazione. Sasso ha confermato il 22 giugno quale data dell’incontro a Roma con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Claudio De Vincenti, come anticipato nei giorni scorsi da “La Ringhiera”. “Attendiamo la convocazione ufficiale – ha spiegato – per disegnare e avviare il percorso di ricollocazione degli ex Tct”. Al momento, infatti, la proposta industriale del Consorzio Ulisse (di cui fa parte Saga Italia, Gruppo Bollorè) non è in grado di assorbire l’intero bacino, ma il Governo è in contatto con importanti realtà internazionali interessate al porto di Taranto con i quali si avvierà il confronto quando si sarà chiusa la procedura del dialogo competitivo.

I avori sono stati conclusi da Aldo Pugliese, segretario generale della Uil Puglia che ha definito “scarsissima e inadeguata l’attenzione della Regione Puglia nei confronti delle questioni Ilva, Trasporti e Sanità. Nella nostra regione gli organici sanitari sono sottodimensionati di 20mila unità e a Taranto, realtà interessata da un’emergenza sanitaria legata alla situazione ambientale, il rapporto tra popolazione e posti letto è del 2,7, il più basso della regione che con il suo 3,4 ha una media inferiore a quella nazionale che è del 3,7”.