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Asili, Taranto si prepara alla rivoluzione “zerosei”

Pubblicato | da Angelo Di Leo

Taranto adesso ci ragiona su, con serenità, dopo il pericolo sventato. E’ di appena due anni, infatti, il tentativo della passata Giunta comunale di mettere in discussione un servizio eccellente come quello degli asili comunali, propagandandone improvvidamente l’esigenza di una razionalizzazione, ovvero della chiusura di un paio di strutture causa “risparmio ed efficientamento”, come qualcuno si affannava inutilmente a sostenere. Per fortuna è storia. Taranto adesso raccoglie gli esperti, discute di asili e rilancia sul piatto di un servizio che da più di 30 anni qualifica (e da queste parti non è poco) l’ente civico. Ci sono novità alle quali andare incontro con slancio.

Asili, politiche per l’infanzia, infatti, è stato ieri il focus di un interessante seminario informativo. Una discussione rivolta ad amministratori, dirigenti comunali, funzionari, coordinatori di servizi educativi, dirigenti scolastici, educatrici, insegnanti scuole dell’infanzia e genitori. Si è tenuto oggi a Taranto nella Cittadella delle Imprese. Organizzato dallo SNALV-CONFSAL provinciale di Taranto, ha avuto lo scopo di diffondere e approfondire temi, problemi e soluzioni riguardanti la costruzione del sistema integrato di educazione e istruzione, dalla nascita fino ai sei anni. Affronterà i profili cruciali della materia: da quelli storici a quelli sovranazionali; dall’organizzazione, alle procedure; dagli orientamenti pedagogici; ai diritti dei bambini e delle famiglie. Salvatore Mattia, segretario provinciale SNALV Taranto, ha portato i saluti dell’organizzazione.I lavori sono stati coordinati da Patrizia Mignolo, segretaria provinciale CONFSAL Taranto. L’introduzione è stata affidata a Rosa Marilli, del direttivo provinciale SNALV ed educatrice asilo nido comunale Taranto. Tra i relatori, Angelo Mari Presidenza del Consiglio dei Ministri (Scuola Nazionale dell’Amministrazione), docente di programmazione dei servizi alla persona alla LUMSA Autore del Volume “Il sistema integrato di educazione e di istruzione dell’infanzia”, Tullia Musatti – Associato senior CNR, Gruppo Nazionale Nidi e Infanzia, Marina Cinieri – Pedagogista già del Comune di Genova e della Regione Liguria,

Sono inoltre intervenuti Mauro Gaballo  del direttivo prov.le SNALV Taranto e  Carmen Zolfarelli Funzionario della Direzione Pubblica Istruzione Comune di Taranto che ha chiuso il dibattito.

La Legge “Zerosei”, rappresenta una rivoluzione culturale! Ecco il nettare della giornata di approfondimento.

Con la legge n. 107 del 13 luglio 2015 il Parlamento ha delegato il Governo ad adottare un decreto legislativo relativo a questa delicata materia.

È affermato innanzitutto il diritto di tutte le bambine e i bambini a pari opportunità di educazione, istruzione, cura, relazione e gioco. Questa affermazione assume un particolare significato in questo periodo in cui la crisi economica ha aggravato le condizioni di vita di molte famiglie con bambini piccoli, allargando ulteriormente la forbice delle disuguaglianze sociali ed educative. La specifica menzione del superamento delle barriere territoriali che si oppongono al superamento di tali disuguaglianze insiste sulla necessità di una risoluzione della questione meridionale che connota l’accesso ai servizi educativi per l’infanzia e alla scuola dell’infanzia. È ugualmente fondamentale che anche in questa nuova normativa risuoni con chiarezza l’importanza della partecipazione delle famiglie alla scelta degli obiettivi educativi e alla vita dei luoghi educativi frequentati dai loro bambini. La Legge tenta di mettere in sintonia due settori educativi l’asilo nido e la scuola dell’infanzia, che hanno avuto sino ad ora distinti percorsi di organizzazione  e gestioneNon saranno servizi per l’infanzia e scuole dell’infanzia qualunque quelli che dovranno accogliere i bambini ma dovranno poter offrire loro esperienze educative di qualità. Per questo il testo legislativo non solo indica la qualificazione universitaria e la formazione continua di educatori/rici e insegnanti come livello essenziale ma prevede la determinazione di precisi standard organizzativi, strutturali e qualitativi per tutti i diversi luoghi educativi, specificamente sottolineando l’importanza del lavoro collegiale, quale può essere assicurato da adeguati tempi di compresenza nel lavoro educativo, e la necessità di coordinamenti pedagogici che a livello territoriale orientino e coordinino l’attività dei diversi servizi e scuole secondo progetti coerenti e significativi.

Il decreto legislativo costituirà, quindi, l’ossatura di un ambizioso progetto di riforma del settore, che vedrà l’educazione dei più piccoli riscattata dall’umiliante menzione dei nidi come servizi a domanda individuale. “ Gli asili nido non sono più un servizo a domanda individuale bensì servizi educativi.” Prevede anche, di generalizzare l’accesso alla scuola dell’infanzia a partire dai tre anni, di espandere l’offerta dei servizi educativi per l’infanzia su tutto il territorio nazionale, abolendo progressivamente l’ingresso anticipato nella scuola dell’infanzia, e di sostenere la qualità di tutte le strutture mediante la formazione continua del personale educativo e insegnante. Per una piena attuazione del diritto alle pari opportunità educative di tutte le bambine e i bambini da zero a tre anni, la possibilità economica di accedere al servizio per tutte le famiglie. Quindi una particolare attenzione va posta alla possibilità di rendere le tariffe più accessibili per tutti (equipararle a quelle della scuola dell’infanzia), e di prevedere fasce di assoluta gratuità per i meno abbienti. Per realizzare i previsti interventi di consolidamento, ampliamento e qualificazione del Sistema integrato, il Governo d’intesa con la Conferenza unificata delle Regioni ha adottato negli ultimi mesi dell’anno il previsto Piano di azione nazionale pluriennale, che è stato sostenuto da un apposito Fondo  (pari a 209 milioni di euro nel 2017, 224 milioni di euro nel 2018 e 239 milioni di euro a decorrere dall’anno 2019) da erogare ai Comuni con cofinanziamento da parte delle Regioni e sulla base di una programmazione regionale. Sarà necessario un forte impegno anche da parte delle Regioni e degli Enti locali ovviamente coinvolti in una revisione importante delle proprie normative e nella progettazione e nella realizzazione dei nuovi servizi necessari per garantire alle bambine e ai bambini l’esigibilità del loro diritto all’educazione fin dalla nascita.

Le bambine e i bambini che vivono a Taranto devono avere le stesse opportunità  educative e formative e di qualità, dei bambini che vivono in una città del nord. Per questo c’è bisogno che per la realizzazione definitiva della normativa nazionale, nel percorso di integrazione del “Sistema “Zerosei , tutti i soggetti,   le istituzioni ,  i sindacati,  le educatrici,  le coordinatrici pedagogiche, le insegnanti e genitori si sentano consapevolmente  impegnati, ognuno per le proprie competenze, nel costruire e diffondere una cultura per l’infanzia attraverso servizi educativi di qualità.